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POTENZA – Zero contagi in Basilicata per il terzo giorno in due settimane (LEGGI LA NOTIZIA), dopo che nel mese precedente si era arrivati a una trentina di nuovi casi in sole 24 ore. In più 6 nuovi guariti già accertati, tra cui una donna ricoverata nella terapia intensiva del San Carlo di Potenza. Dove gli altri 2 pazienti covid 19 rimasti attendono, a loro volta, l’esito del secondo tampone, per essere trasferiti altrove.

Potrebbero svuotarsi oggi stesso i locali della rianimazione del nosocomio potentino, un mese e mezzo – e una ventina di decessi – dopo l’accesso del primo contagiato da coronavirus bisognoso di cure invasive.

La notizia è arrivata come un segno di buon augurio nel giorno della ripartenza della più grande fabbrica lucana, lo stabilimento Fca di Melfi, dove oltre 700 operai sono tornati al lavoro per completare il percorso produttivo delle automobili rimaste sulle linee quando scattò il lockdown. Un’anticipazione della ripresa più consistente della produzione che dovrebbe avvenire a maggio.

Tutto si è svolto senza particolari problemi con gli operai sottoposti alla misurazione della temperatura all’ingresso. Sia quelli che hanno attraversato i tornelli sia quelli giunti in auto e che quindi hanno attraversato i cancelli. Molti di loro, infatti, hanno preferito raggiungere la fabbrica in auto, e solo in pochi sono scesi da autobus organizzati privatamente (il trasporto pubblico dovrebbe ripartire la prossima settimana), dove comunque si viaggiava distanziati. Accorgimenti per tenere distanziate le persone – tutte dotate di mascherine -, poi, sono stati presi anche agli ingressi e sulle linee produttive.

Sempre da Melfi ieri è arrivata anche la notizia della prima liberazione eclatante, causa covid 19, da un istituto penitenziario lucano. Nel pomeriggio, infatti, è uscito dal carcere di alta sicurezza il boss 79enne siciliano Paolo Pollichino, in carcere dal 2015 per scontare una condanna a sei anni e 8 mesi per mafia assieme ad altri nostalgici del “capo dei capi” Totò Riina. Gli stessi che nelle intercettazioni ipotizzavano persino un’attentato all’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano. A disporre che trascorra ai domiciliari gli ultimi 9 mesi di pena da espiare è stato il Tribunale di sorveglianza di Potenza, accogliendo il ricorso dell’avvocato Giuseppe Colucci, sulla base della considerazione che «non può escludersi, in caso di eventuale contagio, il verificarsi di un serio peggioramento delle condizioni di salute del soggetto, difficilmente fronteggiabile all’interno del carcere». Una considerazione ipotetica dal momento che a oggi nel carcere di Melfi non risulta alcun caso accertato.

Nell’ultimo bollettino diffuso dalla Regione si evidenzia che il numero dei tamponi processati resta fermo sotto i 300, meno della metà dei 766 di venerdì scorso. Quindi scendono a 223 i pazienti tuttora positivi al virus, sui 374 casi lucani complessivi. Mentre i guariti salgono a 126.

Ieri una nota di colore è arrivata, infine, dalla giornalista Selvaggia Lucarelli, che è tornata a citare la Basilicata, dopo aver messo in evidenza le criticità mostrate dal sistema sanitario lucano in risposta all’emergenza sanitaria. «Se i contagi fossero rimasti alti in Molise e in Basilicata anziché in Lombardia e in Piemonte, col cavolo che il resto d’Italia sarebbe rimasto bloccato ad aspettarli». Questa la considerazione della giornalista sulla ripartenza delle attività annunciata dal governo a partire dalla prossima settimana.

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