X
<
>

Il centro Sprar di Muro Lucano

Tempo di lettura 3 Minuti

MURO LUCANO – Nel centro Sprar di Muro Lucano sono arrivati i 29 migranti trasferiti dalla Prefettura di Udine, «sono soli uomini di origine pakistana tutti negativi al tampone, di età che non dovrebbe essere superiore, mediamente, ai 35 anni». Lo conferma il sindaco Giovanni Setaro, che due giorni fa aveva comunicato il loro arrivo in ossequio alla strategia del ministero dell’Interno di equa distribuzione dei migranti su tutto il territorio nazionale. «I certificati circa il loro stato di salute – ha aggiunto il primo cittadino murese – erano già arrivati nella giornata di mercoledì, per cui eravamo tranquilli circa l’eventualità che, ancora prima di partire, avessero fatto i tamponi e fossero tutti negativi». Ma Setaro ha fatto subito presente un’altra criticità: «Devo però dire, e mi dispiace, che sono arrivati da noi in condizioni pessime. A Muro Lucano disponiamo di un centro Sprar mentre, in realtà, per loro ci sarebbe stato bisogno innanzitutto di un centro di prima accoglienza perché sono arrivati da noi affamati, mezzi nudi o senza scarpe. Insomma, erano in pessime condizioni e questa ritengo sia la prova che il Governo stia gestendo l’emergenza in maniera maldestra». I migranti, richiedenti protezione internazionale, sono stati trasferiti dalla Prefettura di Udine autorizzata dal Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione. Nonostante i test abbiano dato esito negativo, il sindaco ci ha annunciato che verranno ripetuti.

«I ragazzi sembrano persone tranquille e già gli abbiamo anticipato la necessità che dovranno rimanere in quarantena per qualche giorno perché, anche se li hanno già fatti, abbiamo intenzione di sottoporli nuovamente al tampone per una maggiore sicurezza. L’ho già richiesto all’Asp che oggi dovrebbe provvedere ad effettuare nuovi prelievi su ciascuno di loro. Ci siamo organizzati così proprio per avere la massima tranquillità e trasferirla poi alla comunità. La Prefettura di Udine ci ha certificato che le loro condizioni di salute sono buone e, dai primi controlli, sembra che quanto riferito corrisponda al vero. Tuttavia, come dicevo, per una maggiore sicurezza, ripeteremo l’esame». Un’ultima questione che abbiamo affrontato con Setaro riguarda la sorveglianza, onde evitare il pericolo di fughe come, al contrario, è avvenuto in altri centri della Regione.

«Ovviamente abbiamo chiesto un’attenzione particolare ai Carabinieri, presenti davanti al centro già da ieri mattina, al fine di monitorare l’area. Per cui, possiamo dire di essere tranquilli anche da questo punto di vista poiché i militari dell’Arma stanno tenendo sotto controllo l’intera zona».
Il centro Sprar di Muro Lucano può accogliere una cinquantina di persone e, prima dell’arrivo dei 29 pakistani, all’interno vi era ospitata una sola persona.

Segnatamente, non parliamo quindi dei migranti giunti sulle coste di Lampedusa bensì di un flusso dai Balcani che ha visto l’arrivo in Italia, complessivamente, di 211 persone.

Setaro ci aveva detto che, inizialmente, gli era stata chiesta la disponibilità di «ospitarne 45», cui ha risposto che «per gestirli al meglio, abbiamo ritenuto opportuno accettarne solamente 29».

Il loro arrivo sarebbe dovuto avvenire già da qualche giorno, ma il sindaco lo aveva impedito affermando che «fino a quando non avrò l’assoluta certezza della loro negatività al tampone non darò l’ok», in quanto, «mi era stato messo per iscritto che sarebbero stati trasferiti esclusivamente in caso di tampone negativo e previo invio di tutta la documentazione sanitaria».

Il sindaco ci aveva anche riferito di aver ricevuto rassicurazioni circa un precedente «congruo periodo di osservazione clinica previsto dalla legge, tra le altre cose in strutture sorvegliate da militari». Qualche giorno fa, via social, Setaro aveva informato i suoi concittadini dell’imminente arrivo dei migranti onde evitare «inutili allarmismi», dicendosi «certo» che la sua comunità sarebbe stata «matura» e senza «pregiudizi verso persone delle quali non conosciamo la storia di vita».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares