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Una veduta di Venosa

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POTENZA – Dopo Marsicovetere, Brienza, Lavello, Melfi e Calvello, un nuovo temibile focolaio di covid 19 nella casa di riposo di Venosa. Mentre il numero delle vittime lucane della pandemia inserite nei registri dell’unità di crisi regionale sale a 66, con un anziano di Rionero in Vulture, e il numero dei pazienti tuttora positivi al covid 19 si appresta a superare oggi stesso la soglia dei 3mila.

Restano le strutture per anziani la fonte principale di preoccupazione sul fronte lucano dell’emergenza sanitaria.

Ad annunciare la positività di 38 tra gli ospiti della casa di riposo di Venosa ieri è stato il sindaco della città di Orazio, Marianna Iovanni.

La prima cittadina ha rassicurato sulla presenza di personale per garantire la continuità dell’assistenza agli anziani, grazie alla disponibilità offerta da «molti infermieri» e da una cooperativa. La speranza quindi, almeno per ora, è un epilogo diverso da quanto accaduto in precedenza per i focolai esplosi in altre strutture, dove per far fronte ai contagi tra il personale si è dovuto provvedere al trasferimento degli ospiti nella palazzina covid del complesso sanitario ex Don Uva di Potenza.

Iovanni ha anche disposto «la sospensione dell’attività didattica in presenza dell’Istituto comprensivo Carlo Gesualdo da Venosa, così da permettere all’autorità sanitaria competente di procedere con la mappatura di tutti i contatti», e ha annunciato la chiusura di villa comunale e aree verdi attrezzate fino a scampato pericolo. Ma in tutta la Regione sono stati diversi i comuni a optare per le scuole chiuse.

A Policoro, per esempio, si è disposta la proroga a tutto sabato della chiusura degli istituti comprensivi Milani e Giovanni Paolo II per sanificare i locali dopo la scoperta del contagio di un alunno della scuola media. Chiusa fino a sabato anche la scuola secondaria di primo grado di via Quattro Caselli a Marconia di Pisticci, e così tanti altri. Mentre a Montalbano Jonico, dove l’ultimo bollettino epidemiologico indicava altri 13 casi, il sindaco Piero Marrese, seguendo l’esempio del suo omologo di Lagonegro Fausto De Maria, ha disposto non solo la chiusura delle scuole fino al 30 novembre, ma anche una zona rossa comunale con l’obbligo di restare a casa.
Da registrare, ieri mattina, c’è stata anche l’installazione nel parcheggio del San Carlo di due tende della Marina militare che dovrebbero servire al programma della Protezione civile per aumentare il numero di tamponi effettuati.

L’ultimo bollettino diffuso da via Verrastro parlava di 1.571 tampoini effettuati, di cui 264 positivi. Solo 232 di questi, però, sarebbero in isolamento in regione, mentre gli altri andrebbero riferiti a cittadini pugliesi entrati in Basilicata per sottoporsi al tampone presso laboratori privati.

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