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L'ospedale San Carlo di Potenza

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POTENZA – Saranno somministrate domenica prossima tra il personale sanitario più a rischio del San Carlo di Potenza le prime 95 dosi di vaccino per il covid 19 in arrivo in Basilicata.

E’ quanto deciso dai vertici della Regione raccogliendo le indicazioni fornite dall’Istituto superiore di sanità, che aveva chiesto l’indicazione di un singolo punto di somministrazione.

Nei giorni scorsi, in vista della grande campagna vaccinale in preparazione dall’avvio delle fasi finali delle sperimentazioni sui ritrovati anti covid, l’azienda ospedaliera regionale aveva già fatto partire la raccolta tra il personale delle disponibilità alla somministrazione del virus.

Dal momento che il trattamento resterà volontario, quindi, in giornata – o al massimo entro domani – si dovrebbe avere un’idea più precisa sul livello di adesioni.
Anche tra il personale medico lucano, infatti, non mancherebbero opinioni diversificate sul vaccino in questione. Sulla scorta delle perplessità manifestate nelle scorse settimane dal virologo Andrea Crisanti. Perplessità aumentate, se possibile, anche dalle ultime notizie circolate su alcuni possibili effetti indesiderati della somministrazione, e dai dubbi sull’efficacia del trattamento rispetto al nuovo ceppo di covid 19 individuato nel Sud dell’Inghilterra.

Raccolte le adesioni, quindi, andranno stabiliti i criteri con cui scegliere i “fortunati” tra il personale disponibile all’interno dei reparti ad alto rischio individuati all’interno del San Carlo. Che poi sarebbero, almeno in questa primissima fase: malattie infettive, pneumologia, terapia intensiva, ostetricia e pronto soccorso.

Le 95 dosi destinate alla somministrazione in Basilicata fanno parte del primissimo lotto di 9.750 fiale marchiate Pfizer-Biontech in arrivo in Italia sabato 26. Sulla scorta della prevista autorizzazione del Bnt162b2, questo il nome tecnico del vaccino, da parte delle autorità europee ed italiane già nelle prossime ore.

A rendere note le cifre e la tempistica è stato, venerdì, il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri nel corso della riunione tra governo e Regioni.

Le dosi arriveranno all’ospedale Spallanzani di Roma e da lì partirà, con la scorta dell’Esercito, la distribuzione simbolica in tutta Italia in modo che nello stesso giorno, vale a dire domenica, si potranno somministrare i vaccini in tutte le regioni.

Le dosi, ha spiegato Arcuri, saranno divise per tutte le regioni in base ad una percentuale individuata sulla base del quantitativo totale previsto per ogni regione nella prima distribuzione (per la Basilicata poco meno di 20mila).

Ad avere il maggior numero di dosi per la prima somministrazione simbolica, quindi, sarà dunque la Lombardia, con 1.620 dosi, seguita dall’Emilia Romagna (975), dal Lazio (955), dal Piemonte (910) e dal Veneto (875). Le regioni che riceveranno meno dosi sono, invece, la Valle d’Aosta (20), il Molise (50), l’Umbria (85), e la Basilicata.

Sul territorio lucano sono 5 i punti di somministrazione del vaccino già individuati: oltre al San Carlo di Potenza, il Madonna delle Grazie di Matera, il Crob di Rionero, e i presidi ospedalieri Asp di Chiaromonte e Venosa.

Ognuno di questi dovrebbe essere dotato dei frigoriferi a temperature ultra – basse (“ultra-low temperature freezers” o “ult”, ndr) necessari alla conservazione dei vaccini Pfizer-Biontech.

Per gli altri vaccini destinati ad arrivare sul mercato nelle prossime settimane, invece, non sono previste modalità di conservazione particolari.

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