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POTENZA – Altre 4 vittime divise tra le comunità di Avigliano, Potenza, Sarconi e Savoia di Lucania. Più 108 positivi, contro appena 26 guariti, che portano il totale dei pazienti covid 19 in regione al nuovo record 6.461. Unica nota davvero positiva il numero dei ricoverati che continua a scendere nonostante la risalita dei contagi e si ferma a 85, dei quali appena 4 in terapia intensiva.

Sono questi i numeri con cui la Basilicata è tornata, allo scoccare della scorsa mezzanotte, in zona “gialla”, dopo il percorso “arcobaleno” disegnato dal governo per le festività appena concluse.

Via libera, quindi, alla riapertura dei ristoranti (fino alle 18) e agli spostamenti tra comuni, mentre restano vietati (fino a venerdì 15) i movimenti tra regioni. In attesa di capire che verrà deciso nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri atteso per metà della settimana. A partire dai nuovi criteri di individuazione delle zone rosse quali i 250 nuovi positivi ogni 100mila abitanti, a settimana, di cui tanto si parla. Cifre che in una regione come la Basilicata alzerebbero l’asticella ai 200 casi al giorno (1.400 settimanali).

Intanto rallenta il ritmo di somministrazione del vaccino anti covid 19 prodotto dalle compagnie farmaceutiche Pfizer e Biontech.

A ieri sera, infatti, era salito soltanto a 4537 il numero di lucani a cui è stata somministrata la prima dose (per l’efficacia del trattamento è previsto un richiamo dopo 3 settimane). Delle 4.537 dosi consegnate alla Regione, quindi, il quantitativo già distribuito è pari al 57,4% contro una media nazionale del 64,2%. Inoltre oggi stesso è prevista la consegna di una nuova fornitura di vaccini, che a questi ritmi dovrebbero bastare per il prosieguo della campagna (al momento riservata a personale sanitario e ospiti e operatori delle residenze per anziani) per una decina di giorni.

Sull’esigenza di implementare la capacità di somministrazione dei vaccini ieri sono tornati a farsi sentire il segretario regionale Uil Fpl, Antonio Guglielmi, e il segretario aggiunto, Giuseppe Verrastro, chiedendo alla Regione di «superare i limiti del bando nazionale e assumere subito personale (…) avviando nuovi contratti e stabilizzando il personale già operativo».

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