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POTENZA – Non c’è stato alcun «demansionamento» della sorella del segretario regionale della Cgil, Angelo Summa, incaricata di controllare «2» green pass al giorno tra i colleghi dell’Agenzia regionale per l’ambiente di Matera. D’altronde sono settimane che il direttore generale dell’Agenzia svolge lo stesso compito, ogni giorno, assieme al direttore tecnico scientifico, la dirigenza al gran completo e altri due funzionari come lei. Undici persone in totale. Senza che si siano levate altre voci di protesta.


Ha replicato così, ieri mattina, il direttore generale dell’Arpab in persona, Antonio Tisci, alla nota con cui la stessa Cgil, attraverso la segretaria provinciale dell’Fp Cgil di Potenza, Giuliana Scarano, aveva denunciato l’accaduto. Una denuncia anonima, a onor del vero. Nel senso che il presunto lavoratore vessato veniva indicato soltanto per il suo trascorso da rappresentante sindacale, senza menzionare né il suo nome, Lucia Summa, né l’ingombrante parentela col segretario. Tantomeno il ruolo pubblico assunto nell’ultimo anno come assessore all’ambiente della giunta comunale di Matera, guidata dal sindaco M5s, Domenico Bennardi, e il recente ritorno in servizio all’Arpab in seguito alle dimissioni dall’incarico.


La reazione di Tisci è arrivata ieri pomeriggio dopo un articolo pubblicato sulla Nuova del Sud in cui il presunto demansionamento di Summa sorella, veniva inquadrato come una ritorsione per la campagna avviata da Summa fratello per la rimozione dello stesso Tisci. Dopo una serie di intemperanze verbali sui social network, culminate all’indomani della morte di Gino Strada.
Il dg, già consigliere regionale di An ed animatore della destra sociale lucana, ha sorvolato, a sua volta, sulle parentele e gli aspetti familistici della vicenda, limitandosi ad escludere favoritismi e punizioni. Quindi ha aggiunto di non aver guardato: «né le tessere sindacali né le tessere di partito ma soltanto le esigenze funzionali».
«I controlli dei green pass in Arpab sono svolti dal personale Arpab». Ha proseguito il dg. «Attualmente svolgono i controlli il direttore generale, il direttore tecnico scientifico, tutti i dirigenti e tre funzionari. A nessuno viene chiesto un impegno superiore agli obblighi di legge, a nessuno viene chiesto di svolgere attività differenti rispetto a quelle che svolgono il direttore generale e il direttore tecnico scientifico nonché i dirigenti tutti e tre funzionari».


«A nessuno viene chiesto – ha aggiunto ancora Tisci con un pizzico di ironia – di fare servizio portineria a meno che non si creda che il direttore generale e il direttore tecnico scientifico svolgano servizio di portineria. Mi risulta difficile immaginare l’esistenza di una attività che possa essere demansionante per un funzionario se quella stessa attività viene svolta dalla direzione strategica dell’Arpab e da tutti i dirigenti».
Quanto al caso specifico della sede di Matera, poi, il dg ha spiegato che «la nomina della ex Rsu aziendale, Lucia Summa, ha concluso il vertice dell’Arpab, è limitata al controllo del personale a campione non afferente ad uffici con dirigente a Matera, e per un controllo complessivo di numero 2 unità, secondo la normativa vigente». Vale a dire, ogni giorno, il 20% del personale degli uffici senza un dirigente in sede.
Una pratica che non dovrebbe portar via più di qualche minuto, insomma. Come avviene in tutti gli uffici e i luoghi di lavoro, e avveniva anche all’Arpab da qualche settimana. Prima che Summa rientrasse dall’aspettativa per l’incarico politico al Comune di Matera. Senza alcuna «distrazione» della stessa, al contrario di quanto sostenuto nel comunicato di sabato scorso della Fp Cgil, dalle attività istituzionali di monitoraggio e controllo ambientale per cui è stata assunta nell’Agenzia.
Ieri pomeriggio è arrivata anche la contro-replica della Fp Cgil che ha accusato Tisci di «dimenticare» un ordine di servizio in cui incaricava Summa del controllo sui green pass anche sui «»visitatori esterni» in entrata nella sede materana dell’Agenzia.
«E’ di lapalissiana evidenza – ha aggiunto il sindacato – che un ordine di servizio di questo tenore (…) vincola la funzionaria alla permanenza in ufficio distraendola da tutte le attività di controllo e monitoraggio che, come si presume sia a conoscenza del direttore generale, si svolgono sul campo».
Al direttore generale viene pertanto contestato di aver «superato» quelle disposizioni con un atto del tutto irrituale, e inefficace dal punto di vista giuridico, quale un comunicato stampa.


Fp Cgil, però, non indica data e l’ora dell’ordine di servizio in questione. Stando a quanto il Quotidiano è stato in grado ricostruire, infatti, il riferimento ai «visitatori esterni» sarebbe stato eliminato in un successivo ordine di servizio protocollato alle 16:28 di giovedì scorso, in risposta a una richiesta di chiarimenti al riguardo arrivata poco meno di un’ora prima, da parte stessa Summa.


«Si specifica che il controllo riguarda tutto il personale Arpab presente nella sede di Matera». Questo il testo scritto a mano dal dg in calce alla richiesta di chiarimenti nel documento, che il Quotidiano ha potuto consultare, datato 21 ottobre 2021. Due giorni prima della denuncia pubblica della vicenda.
Ieri sul caso sono stati diversi gli interventi contro l’operato di Tisci. Dal consigliere regionale del Pd, Roberto Cifarelli all’Arci, passando per l’Associazione nazionale partigiani, i giovani democratici dell’associazione All’altezza della sfida, i Verdi e il segretario regionale Psi, Livio Valvano. Mentre la Cgil lucana tutta ha voluto esprimere solidarietà al suo segretario regionale.

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