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POTENZA – Di scarichi di acque bianche nel Basento ce ne sono cinque.
Dovrebbero far confluire nel fiume la pioggia.
Alcuni invece potrebbero portare ben altro.
Le indagini in atto in questo periodo non hanno ancora stabilito quali siano quelli a cui qualcuno potrebbe essersi allacciato abusivamente.
Ma ce ne sono due che, qualcosa di strano, ce l’hanno: uno proprio sotto il Ponte Musmeci e l’altro nella zona industriale nei pressi dell’Asp per intenderci.


Noi ci siamo stati per documentare quello che abbiamo visto.
Il primo è caratterizzato da una schiuma ben evidente di colore chiaro. Quando lo scarico confluisce nel fiume è ben evidente il distinguo del colore. Il secondo, prima ancora di arrivarci, già si sente che qualcosa non va.
C’è un odore nauseabondo attorno allo scarico e anche in questo caso le acque sono tutt’altro che limpide. In questa settimana dovrebbe esserci un altro vertice in Comune per discutere della questione.


L’indagine va avanti ma è complessa e complicata. Chi ha il quadro completo degli allacci sono la Provincia di Potenza che le autorizza e Acquedotto Lucano che materialmente manda le bollette.
Pertanto nel momento in cui c’è il sospetto di un allaccio abusivo, personale della polizia locale deve andare nello stabile o nello stabilimento sospetto, chiedere di poter buttare negli scarichi una sostanza colorata se questa poi fuoriesce dagli scarichi vuol dire che c’è un allaccio illegale.
Questo ovviamente dietro preliminare consenso del proprietario, che ovviamente potrebbe non arrivare mai.


Per questo la procedura è lunga e farraginosa che di fatto rende complicata qualsiasi indagine. Come del resto è complicato sorprendere “in flagranza” chi riversa direttamente nel fiume che allo stato attuale potrebbero essere i maggiori responsabili della moria di pesci di questo periodo. Pesci che sono stati mandati all’istituto zooprofilattico per essere analizzati per capire l’origine della morte. Quello che è certo è che il fiume sta soffrendo. E bisogna fare presto. Soprattutto se si vuole trasformare l’area del Parco Fluviale nel salotto della città.

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