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POTENZA – «Negli ultimi cinque anni in provincia di Potenza hanno chiuso 3.317 esercizi commerciali, solo in parte “compensati” dall’apertura di 1.797 nuove attività”: lo ha reso noto il presidente di Confesercenti di Potenza, Prospero Cascino, spiegando che «in media ogni giorno più di due negozi hanno abbassato la saracinesca in varie aree del territorio, a cominciare dai centri storici dei comuni più grandi sino a quelli dei piccoli comuni dove svolgono una funzione essenziale di servizio alle comunità locali».

Secondo Cascino, «è ora a rischio il pluralismo distributivo italiano, una ricchezza per il Paese, e non solo. I piccoli negozi specie da noi dove esistono comuni persino con poche centinaia di residenti, in grande maggioranza persone anziane, rappresentano da sempre vere e proprie “cinture di sicurezza”, ancore di protezione sociale. Costituiscono un presidio urbano costante nel territorio, contribuendo a rendere le strade più sicure e protette dal degrado urbano e dal disagio sociale».

Cascino ha sottolineato «il crollo del potere d’acquisto», che «ha ridotto la spesa media: 2.489 euro nel 2014, 160 euro in meno al mese rispetto al pre-crisi. Si consuma lo stresso necessario: istruzione, casa, bollette. Inoltre, la stretta creditizia non ha mai allentato la presa. Tra 2011 e 2015 i prestiti alle imprese sono scivolati giù del 20,9%, circa 190 miliardi in meno, in media 31 mila euro di credito “sottratto” per ogni attività».

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