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Il consiglio comunale

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POTENZA – «La polizia locale ha avviato un’indagine in merito ai casi di presunti avvelenamenti di cani nel centro storico». Così il sindaco di Potenza, Mario Guarente, rispondendo all’interrogazione presentata ieri in consiglio comunale da Vincenzo Telesca. Interrogazione che è anche servita per parlare, anche se per sommi capi, della situazione di quanto accade di sera e di notte nei vicoli del centro storico.
Situazione denunciata da molti residenti e di cui “Il Quotidiano del Sud” si è occupato più volte anche in merito ai fenomeni di spaccio che stanno venendo alla ribalta grazie alle operazioni della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

Operazioni (l’ultima ieri) che hanno portato a una serie di arresti ma che soprattutto hanno fatto emergere una problematica, quel è appunto l’uso di droghe soprattutto eroina e cocaina, che nel capoluogo sta assumendo contorni preoccupanti visto che la rete di spaccio si regge su acquirenti molto giovani ma anche con disponibilità economiche. Quindi non si tratta più, come era in decenni passati, di un fenomeno che riguarda fasce sociali considerate più a rischio per situazioni di disagio o marginalità sociale bensì di un problema molto più diffuso e radicato in un tessuto cittadino in cui la droga è ormai a portata di mano per quelli che poi vengono definiti insospettabili.

Da qui la necessità di potenziare i «controlli – così Telesca – utilizzando meglio gli impianti di videosorveglianza visto che non si può ipotizzare di potere piazzare in ogni vicoli un agente».

Insomma il punto, tra l’altro già dibattuto nel corso di un consiglio comunale che si è tenuto la scorsa estate, ruota attorno agli impianti di videosorveglianza che «così come sono oggi non consentono di potere intervenire nell’immediatezza visto che i filmati non sono visionati in tempo reale ma possono solo essere recuperati a posteriori qualora si verifichi un qualcosa e venga segnalato il giorno e l’ora». Così come è accaduto appunto per i casi di presunti avvelenamenti di cani. I proprietari, infatti, hanno comunicato date precise rispetto a quando i loro animali, dopo essere usciti per le solite passeggiate, hanno «cominciato a presentare tutti gli stessi sintomi».

Ed è proprio il fatto di avere tutti «gli stessi sintomi che ha fatto propendere per l’ipotesi dell’avvelenamento anche alla luce di varie foto scattate da cittadini che hanno immortalato vaschette contenenti cibo lasciate in alcuni angoli del centro storico».

Il sindaco, come detto in precedenza, non è potuto scendere in dettagli proprio perché «sono in corso indagini da parte delle Polizia locale» ma ha comunque precisato «che alcuni campioni di cibo trovati nei vicoli sono stati prelevati e consegnati all’Arpab per le analisi». Di certo «al momento al servizio veterinario dell’Asp – ha proseguito Guarente – non risultano casi certi di avvelenamento visto che nessun veterinario l’ha certificato quindi non vorrei che magari si fosse trattato di una sorta di psicosi collettiva». Psicosi che, alla fine, potrebbe essere «più confortante come ipotesi visto che se davvero c’è in giro chi avvelena animali, sia di proprietà che randagi , mi porta a dire che siamo davvero di fronte alla miseria umana».

Tornando poi alla questione impianti di videosorveglianza Guarente ha anche preannunciato che, con Prefettura e Carabinieri, «si sta lavorando affinché si possa trovare una soluzione che consenta di visionare i filmati in tempo reale e si sta anche valutando di acquistare anche strumentazioni più all’avanguardia».
Insomma tutti concordi sulla necessità, non solo nel centro storico, di attivarsi affinché la videosorveglianza possa servire almeno come deterrente.

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