X
<
>

Tempo di lettura 2 Minuti

POTENZA – Potrebbero scendere a 5 se non addirittura a 4 le liste a sostegno della candidatura a sindaco di Melfi dell’imprenditore Giuseppe Maglione. Da 6 che ne erano state annunciate un mese fa. Mentre il candidato di centrosinistra, Luigi Simonetti, dopo appena una settimana di lavoro, starebbe già puntellando le sue 5. Recuperando di fatto uno svantaggio di partenza, proprio nella raccolta delle disponibilità alla corsa per un posto in consiglio comunale, che all’inizio pareva incolmabile.


Si gioca anche su questo la partita elettorale nel più grande dei 26 centri lucani che andranno al voto il 3 e il 4 ottobre per il rinnovo dell’amministrazione comunale.
A 8 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione di liste e candidature, a risollevare l’umore dei sostenitori di Simonetti, seminando i primi dubbi tra quelli di Maglione, sono state le indiscrezioni sulle difficoltà di meloniani e renziani nel chiudere le rispettive formazioni di aspiranti consiglieri.


Rispetto ai primi, in realtà, la convinzione diffusa è che in qualche modo l’obiettivo sarà raggiunto. Non foss’altro per il fascino dei sondaggi che da mesi indicano in Fratelli d’Italia il partito in maggiore ascesa in Italia.
Si è già allo studio delle possibile contromisure, invece, per il “flop” di Italia viva, colpita dalle defezioni nei propri ranghi, già abbastanza esigui, legate alla scelta di sostenere lo stesso candidato dei partiti del centrodestra.
L’ipotesi che va per la maggiore è quella di ospitare i renziani nella lista civica su cui è al lavoro personalmente Maglione, dove dovrebbero trovare rappresentazione anche le varie anime della tifoseria del Melfi calcio, di cui a lungo è stato presidente.

Appena sono iniziate a circolare le prime voci al riguardo, però, è scattata la sollevazione di quanti avevano già detto sì all’ex patron gialloverde. Sia per insofferenza rispetto alla prospettiva di trovarsi in una lista che a quel punto verrebbe caratterizzata dalla presenza degli “ospiti”, sia per il timore di diventare dei meri portatori d’acqua proprio per gli ultimi arrivati.
E’ notoria, d’altro canto, la base elettorale su cui possono contare i probabili candidati renziani come l’ex assessore Alessandro Panico, il consigliere comunale uscente Vincenzo Destino e Mauro Basso.
Intanto, sempre in tema di guerra psicologica, ieri è toccato all’ex sindaco ed ex parlamentare melfitano, Giuseppe Brescia, tentare di coprire il fianco al “suo” Simonetti. In particolare rispetto ai troppi silenzi sulla sua candidatura da parte dei democratici del resto della regione. Silenzi assai rumorosi se si pensa alle manifestazioni di giubilo con cui è stata accolta la candidatura a Lauria di Gianni Pittella.

«Melfi non può tornare indietro – ha dichiarato Brescia -, né può essere consegnato il governo della nostra comunità a una destra sovranista e populista, accompagnata da ex che, pur di “punire” Pd e centrosinistra, hanno svenduto i valori».
l.a.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA