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La sede del comune di Potenza

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POTENZA – Si chiama “Fondo crediti di dubbia esigibilità” ed è un esempio di pragmatismo istituzionale: il Comune di Potenza – all’interno del Bilancio previsionale 2021-2023 – prevede «un accantonamento di risorse al fine di limitare la capacità di spesa alle entrare effettivamente esigibili, garantendo in questo modo gli equilibri di bilancio». Un’amministrazione che, come la formica, mette da parte le provviste per quando – nel cuore dell’inverno – dovrà nutrirsi.
Come a dire: questi soldi li vedremo molto difficilmente, meglio accantonarli per non immaginare di avere più soldi da spendere di quanti effettivamente si abbiano. E’ possibile leggere la spiegazione tecnica della funzione del Fcde all’interno della “Nota integrativa” del provvedimento, là dove si cita una sentenza della Corte costituzionale del 2016: «Precludere l’impiego di risorse di incerta acquisizione. In sostanza esso è un conto rettificativo, in diminuzione di una posta di entrata, finalizzato a correggere il valore nominale dei crediti dell’ente in relazione alla parte di essi che si prevede di non incassare in corso di esercizio. Per questo motivo, in parte entrata si iscrive il credito al valore nominale, mentre fra le passività si inserisce l’importo di prevedibile svalutazione, il quale viene accantonato proprio al fine di evitare un risultato di amministrazione negativo a seguito delle eventuali minusvalenze derivanti dalla riscossione dei crediti soltanto parziale».

In pochissime parole: inutile illudersi, evitiamo passivi sul groppone dei bilanci negli anni a venire.
C’è un “criterio di progressività” indicato dalla contabilità finanziaria per calcolare le somme da accantonare nel Fcde: dev’essere «pari alla media del non riscosso dei cinque anni precedenti, laddove tale media sia calcolata considerando gli incassi in conto competenza sugli accertamenti in conto competenza di ciascun esercizio».

La quantificazione viene poi temperata da altri calcoli relativi agli incassi “a residuo” e utilizzando anche «dati extracontabili».
Sono diverse le voci di bilancio interessate: tutta una serie di aspetti legati alla Tari, la tassa per la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani (lista di carico, riduzioni, agevolazioni sociali, scuole statali, immobili comunali), lotta all’evasione fiscale per alcuni tributi (Ici, Tasi e Imu e altri), proventi da impianti sportivi (piscina, campi da tennis e altri). E poi, soprattutto, le violazioni alle norme della circolazione stradale: contravvensioni arretrate, destinazione per investimenti, proventi arretrati. Lungo il capitolo intitolato “fitti”: comprende le abitazioni e i locali di Malvaccaro, la concessione di loculi e aree cimiteriali, le operazioni di tumulazione ed esumazione, il Centro sociale di Malvaccaro, la sanatoria di irregolarità nei camposanti, il rinnovo di concessione dei loculi, lo sfruttamento del biogas. Altro capitolo corposo, quello delle sanzioni per violazioni commerciali e di altro tipo: partecipazioni e gare, regolamenti comunali e ordinanza sindacali, ambiente, parchi, energia, marketing territoriale, negozi e attività produttive. Insomma, un sacco di multe non pagate.

Non si tratta di pochi spiccioli: per il Bilancio 2021 l’amministrazione immagina di accantonare nel Fondo crediti di dubbia esigibilità 2.204.883,68 euro (su entrate, per i capitoli presi in esame, per 5.451.600). Nel 2022 la previsione è di 2.212.625,88 euro messi da parte su 5.445.600. Nel 2023, infine, 2.212.929,88 euro su 5.450.600 di presunte entrate.

La parte più cospicua di queste somme è sempre quella delle violazioni al codice della strada che, nelle categorie considerate, evidentemente non vengono pagate per oltre il 50 per cento. Anche i fitti hanno la loro importanza. Le altre somme sono sicuramente meno significative.
Tutto ciò significa che ci sono non pochi fitti, multe e tributi che ogni anno non vengono corrisposti dai cittadini al Municipio.

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