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POTENZA – A Melfi e Pisticci come a Roma: nessun alleanza al primo turno tra Movimento 5 stelle e Partito democratico; ma con buone probabilità di un’intesa sul secondo.

Mentre a destra si punta al bis del trionfo di settembre dell’anno scorso ad Avigliano, ultimo fortino del centrosinistra lucano. Solo che stavolta sotto assedio c’è l’ultimo fortino della “sinistra sinistra” lucana, Rionero in Vulture, medaglia d’argento alla Resistenza. E lo slancio del Carroccio leghista non è più lo stesso.

Sono solo alcuni dei temi che si vanno delineando in vista della prossima tornata di elezioni amministrative in Basilicata in cui andranno al voto 26 centri lucani su 131 e circa 1 elettore su 5.

A circa tre mesi dall’appuntamento con la presentazione ufficiali di liste e candidati, prevista tra il 15 agosto e il 15 settembre. A seconda di quando cadrà la scelta delle urne vere e proprie.

Lo stallo nelle trattative per la ricomposizione dell’asse giallo rosso inaugurato con la nascita del governo Conte II si è manifestato già da qualche settimana. Ma se negli unici due centri al voto con più di 15mila abitanti, le sue conseguenze paiono mitigate dalla possibilità di apparentamenti al ballottaggio, a preoccupare maggiormente, a sinistra, è quanto può accadere nei centri più piccoli.

partire proprio da Rionero dove il Movimento 5 stelle è riuscito a esprimere una consigliera regionale, Carmela Carlucci, e nella partita per il Comune rischia di drenare voti decisivi per la vittoria.

MELFI

A Melfi, che è il comune più popoloso tra quelli che verranno chiamati alle urne, l’impressione è che nel giro di qualche giorno potrebbe arrivare l’annuncio con l’ufficializzazione della candidatura per il centrodestra del due volte consigliere comunale uscente, di opposizione, Vincenzo Castaldi, per il centrodestra.

Nel centrosinistra, invece, pare confermato l’asse tra Pd e il Psi del due volte sindaco uscente Livio Valvano, che 10 anni orsono si erano promessi una “staffetta” alla guida dell’amministrazione. Solo che il nome del possibile candidato dem per la fascia tricolore non è ancora stato deciso, e fino all’approvazione del consuntivo di bilancio, agli inizi di giugno, i giochi dovrebbero restare fermi.

Rispedito al mittente inoltre, almeno per ora, l’appello alla formazione di un cartello «liberal democratico» del coordinatore cittadino di Italia viva, Alessandro Panico, per la formazione di un cartello «liberal democratico». Tolti gli ex compagni e i 5 stelle, tuttavia, il rischio di arrivare col fiato corto c’è. Per questo non manca chi inizia a fare i conti per capire fino a che punto valga la pena rischiare senza sedersi a un tavolo.

PISTICCI

Più semplice lo schema nella cittadina della collina materana dove la sindaca uscente del Movimento 5 stelle, Viviana Verri, correrà per un secondo mandato e ieri ha dichiarato «ufficialmente, e tristemente, aperta» la campagna elettorale. Così almeno ha chiuso la sua replica all’assessore regionale ai Trasporti, la leghista Donatella Merra, sull’esclusione di Pisticci dai comuni del litorale jonico coinvolti dal servizio ferroviario istituito dalla Regione, per il periodo estivo.

Verri non dovrebbe avere al primo turno il sostegno del Partito democratico e del resto del centrosinistra. Ma i loro voti sarebbero pronti a convergere su di lei al secondo turno.

A destra, invece, proseguono i lavori del tavolo permanente istituito a novembre dell’anno scorso da Pasquale Tuccino (Forza Italia), l’amministratore del Consorzio industriale di Matera, Rocco Fuina (Lega) e Francesco Di Benedetto (Fratelli d’Italia).

RIONERO

Nella patria di Giustino Fortunato è la frammentazione il fenomeno che caratterizza l’attuale fase di pre-campagna elettorale. Con un’unica certezza legata alla volontà del sindaco uscente, Luigi Di Toro, di non competere per la conferma.

Alla ricerca di un successore, a sinistra, c’è l’ex deputato di Sinistra italiana, e a sua volta ex primo cittadino, Antonio Placido, che nelle scorse settimane avrebbe tentato più di un approccio col Movimento 5 stelle. Approcci che al momento non avrebbero dato i risultati sperati.

Non è ancora chiaro, invece, cosa vorrà fare il Partito democratico, che in questo momento appare diviso in almeno due anime diverse.

Mentre a destra è il referente di Forza Italia, Antonio Zottarelli, ad animare i giochi al vertice dei partiti della storica coalizione: Fratelli d’Italia e Lega. Nella base, invece, circola da settimane l’ipotesi di una lista civica per raccogliere anche scontenti di centrosinistra come il socialista Antonio Giansanti. Solo che rispetto a quando accaduto ad Avigliano l’anno scorso il candidato ideale viene visto in un profilo molto più moderato e affidabile come Michele Pinto, ex Dc poi a lungo con l’Udeur di Clemente Mastella.

Pesano, inoltre, gli strascischi della dissoluzione del gruppo, animato da Franco Nigro e dall’ex 007 Nicheo Cervone, che aveva provato costituire una prima cellula leghista all’interno del paese. Una dissoluzione dovuta al mancato riconoscimento della sezione rionerese appena aperta, che avrebbe lasciato il Carroccio privo di una vera rappresentanza in paese.

BERNALDA

E’ già in campagna elettorale “piena”, infine, l’ormai è sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, sfiduciato dalla sua stessa maggioranza dopo l’adesione alla Lega. Contro di lui è in vista di costruzione una lista in cui ai 10 consiglieri che lo hanno sfiduciato dovrebbero aggiungersi innesti di società civile. Dovrebbe restare a guardare dalla finestra, d’altra parte, il Movimento 5 stelle, che pure in paese potrebbe contare su un cugino del senatore Vito Petrocelli.

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