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Gino Giorgetti

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POTENZA – È vero che a Rionero l’ex consigliere regionale M5s, Gino Giorgetti, si era visto “regalare” 10 voti, e che senza quelli il seggio in Consiglio regionale deve essere attribuito all’attuale consigliera Carmela Carlucci, che ne aveva raccolti 3 in più. Ma San Fele e Montemilone è quest’ultima che se n’è visti “regalare” anche in numero maggiore. Pertanto se nessuno, tra ufficio elettorale, Regione e prefettura, vuol farsi carico di ripristinare il giusto ordine delle cose, almeno paghino per i danni provocati.

È questo il senso, in estrema sintesi, del ricorso depositato nei giorni scorsi da Giorgetti al Tar.

L’ex consigliere regionale melfitano, «difeso disgiuntamente» dagli avvocati Luigi Petrone, Franco Gagliardi La Gala e Angela Bisogno (consorte e consigliera comunale M5s a Melfi), ha chiesto di annullare, in particolare, l’atto con cui all’inizio di settembre l’Ufficio elettorale regionale istituito presso la Corte d’appello di Potenza ha dichiarato inammissibili le sue istanze di rettifica del risultato elettorale, e non ha agito nemmeno di fronte agli errori ammessi dai colleghi dell’ufficio elettorale circoscrizionale di Potenza.

Rispetto a questi ultimi Giorgetti censura anche il «silenzio» serbato per un mese dalla prefettura di Potenza, oltre che l’«omesso esercizio del potere di autotutela (…) pur avendo avuto (…) la piena cognizione dell’oggettiva sussistenza di gravi errori materiali perpetrati nel corso delle operazioni elettorali”.

Di qui la richiesta di risarcimento del danno d’immagine sofferto, da quantificarsi in via equitativa, e soprattutto della “menomazione dei compensi derivanti dall’elisione delle indennità di carica e di funzione, che ammontano, fino alla fine del mandato, ad oltre 334mila euro”.

Nel ricorso presentato al Tar si evidenzia come le “discrasie” rilevate sui dati delle sezioni elettorali di San Fele e Montemilone fossero state già portate all’attenzione dei giudici amministrativi durante la discussione delle doglianze originarie di Carlucci (assistita dall’avvocato Virgilio Di Lonardo), ma non erano state vagliate perché esposte in ritardo.

Sul punto, quindi, Giorgetti evidenzia che si è trattato di un ritardo incolpevole essendone venuto a conoscenza in ritardo. Infine rimarca le conclusioni dei magistrati dell’ufficio elettorale circoscrizionale istituito presso il Tribunale di Potenza, che ne hanno preso atto parlando di “meri errori di trascrizione emendabili mediante il presente procedimento di rettifica”.

Da superare, pertanto, resterebbero le resistenze dell’ufficio elettorale superiore, quello regionale, che di fronte alle istanze dell’ex consigliere ha risposto, da una parte, di sentirsi delegittimato a intervenire avendo concluso il proprio lavoro all’atto di proclamazione degli eletti, ormai un anno e mezzo fa, e dall’altra ha indicato nel Tar il giudice competente. Sebbene per un classico ricorso elettorale i termini siano ampiamente scaduti.

L’udienza per la discussione del nuovo ricorso di Giorgetti verrà fissata nelle prossime settimane. Intanto resterà in carica Carlucci, che gli è subentrata in aula a gennaio dell’anno scorso e a tutt’oggi non risulta aver presentato alcuna richiesta di risarcimento per le indennità che le sono state sottratte durante il periodo di iniziale esclusione dal Consiglio.

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