X
<
>

Francesco Mollica e Nicola Zafarone

Tempo di lettura 3 Minuti

VENOSA – E’ finita a colpi di denuncia la riunione di ieri pomeriggio della Terza Commissione consiliare di Venosa. Protagonisti di una violenta discussione sono stati il consigliere comunale Francesco Mollica e il vicesindaco, Nicola Zifarone, il quale ha raccontato di aver dovuto far ricorso alle cure dei sanitari del punto di primo intervento, ricevendo «una prognosi di 7 giorni per le lesioni subite dal consigliere».

Tutto si è svolto nel primo pomeriggio – come racconta una delle testimoni dell’accaduto, la consigliera Antonella Fatone – durante la riunione della Terza Commissione consiliare, che doveva lavorare su alcuni regolamenti.
«Si tratta di questioni molto importanti – sottolinea Fatone – perché si dovranno disciplinare il canone di concessione di occupazione del suolo pubblico, la pubblicità, le aree mercatali. Ma in mattinata la maggioranza aveva presentato un’integrazione».

Si tratta di argomenti delicati, che riguardano le attività produttive, «quindi Mollica chiede di rinviare la seduta, perché trattandosi di un lavoro molto articolato, voleva studiare anche le integrazioni. E stava discutendo di questo con il consigliere Antonio Palumbo. I toni non erano alti, stavano parlando da una decina di minuti di questa questione, mentre il vicesindaco entrava e usciva. Finché, di punto in bianco, mentre Mollica e Palumbo stanno ancora parlando, taglia corto e dice in maniera arrogante che il regolamento andrà in consiglio così com’è».

E’ a quel punto che i toni si alzano. Volano parole molto pesanti da entrambe le parti. I rapporti in Comune non sono proprio idilliaci da anni, «questo è solo l’epilogo – denuncia il vicesindaco – di una situazione che ha visto il suddetto consigliere protagonista di un’aggressività verbale già più volte dimostrata, oltre che sui social, anche durante i consigli comunali».

Mollica e Zifarone escono dall’aula mentre la seduta viene sospesa e lì sarebbe avvenuta l’aggressione fisica. «Per la verità – dice Fatone – io non ho visto nessuna aggressione. Quando mi sono girata erano faccia a faccia sicuramente, ma gli insulti volavano da entrambe le parti. Poi sentiamo Zifarone gridare che gli era stato messo un dito nell’occhio, che doveva chiamare i carabinieri, che c’erano i testimoni. Se dovessero chiamare me posso dire da subito di non aver visto nessuna aggressione fisica».

Zifarone, che ovviamente chiede le dimissioni di Mollica, denuncia come «il consigliere non è nuovo a queste azioni al limite della decenza. Già nel 2015, durante un consiglio regionale aveva dato prova della sua aggressività strattonando un altro consigliere che aveva avuto la “colpa” di provare a calmare l’aggressione verbale che lo vedeva protagonista contro l’allora presidente del Consiglio regionale. Quanto accaduto è gravissimo e questo atteggiamento violento, sfociato in una vera e propria aggressione, del quale il consigliere Mollica ha dato prova in più occasioni, non è più tollerabile. Evidentemente l’educazione dimostrata nonostante le continue, indicibili, offese ricevute, non è stata sufficiente a contenere una modalità aggressiva che è propria del consigliere per il quale urlare con veemenza, offendere e sbraitare, tutte le volte che qualcuno non si dimostra sottomesso ai suoi desiderata, è consuetudine». La denuncia ai carabinieri è stata presentata anche da Mollica. «L’obiettivo – dice Fatone – era probabilmente portare il regolamento in consiglio, dove i 5 Stelle hanno la maggioranza e farlo così passare senza ostacoli, perché lì hanno la maggioranza. Sta accadendo con tutto. E anche la provocazione di oggi (ieri, ndr.) sembrava premeditata».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares