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POTENZA – A via Verrastro si pensa di accelerare sul commissariamento di Asp e San Carlo spacchettando il riordino complessivo della sanità dal nuovo piano sanitario? Dall’azienda ospedaliera regionale arriva la mossa per rimettere in discussione i programmi. Con un’accelerazione su reparti da accorpare e primariati da tagliare, che rischia di aumentare in maniera esponenziale la pressione sui vertici della Regione fino a quando non torneranno al tavolo col discusso dg. Mentre un’altra settimana è iniziata e la ripartenza di visite e ricoveri va ancora al rallentatore, soprattutto al San Carlo.

Non ha atteso nemmeno la riunione del consiglio di direzione dell’azienda ospedaliera regionale fissato per giovedì il direttore generale Massimo Barresi. Anche ieri, infatti, sono proseguiti i faccia a faccia, nel suo ufficio, sull’atto aziendale che sta per essere formalizzato. Un documento rivoluzionario che rischia di stroncare da un giorno all’altro la carriera di tanti direttori di unità operative complesse in via di soppressione, e le aspirazioni di quanti pensavano di guidarle in futuro. Il tutto bruciando sul tempo i vertici del Dipartimento salute, che, da un lato, sarebbero stati pronti a contestare a Barresi un vero e proprio inadempimento contrattuale sul punto, e dall’altro stentano a raccapezzarsi su una riforma complessiva, annunciata più volte ma ancora lontana, che avrebbe reso inutile l’iniziativa dello stesso dg.

Lo schema del nuovo atto aziendale prevedrebbe, in particolare, coppie di unità operative complesse, con i rispettivi primari, tra la struttura ospedaliera centrale di Potenza e i presidi periferici di Melfi, Lagonegro, Villa d’Agri e Pescopagano. Tra questi ultimi, quindi, andrebbero eliminati i vari doppioni presenti, anche se già si parla di significative eccezioni, improntate a criteri a cui non sarebbero estranee valutazioni di politica sanitaria. E resta aperta la partita sulla sede di questi primariati periferici.

Il risultato è che a meno di sorprese in Consiglio regionale dovrebbe arrivare prima il nuovo atto aziendale del San Carlo e poi l’annunciato riordino della sanità lucano, destinato a slittare quantomeno a settembre. Un’inversione di priorità che restituirebbe un’inattesa centralità alla direzione dell’azienda ospedaliera, scelta nel 2018 dall’ex governatrice ff Flavia Franconi a legislatura praticamente scaduta, che pareva definitivamente persa dopo lo scontro accesosi con l’assessore Rocco Leone e il capo dipartimento, Ernesto Esposito sulla gestione dell’emergenza covid.

L’intensificarsi delle manovre sull’asse tra via Potito Petrone e via Verrastro è arrivato al quarto giorno consecutivo a «contagi zero» in regione, che sarebbe il sedicesimo se non si considera la coppia “importata” la scorsa settimana dall’Egitto, via aeroporto di Malpensa, a Grottole.

Nel bollettino ufficiale pubblicato ieri mattina dalla Regione si è data notizia anche della guarigione di uno degli ultimi pazienti che risultano ancora positivi. I casi attuali sono scesi pertanto a 17: 16 dei quali in isolamento domiciliare; più 1 in ospedale, che la donna di Grottole ricoverata in terapia intensiva a Matera.

Da notare, però, c’è anche il numero dei tamponi esaminato, sceso sotto i 100, domenica, rispetto ai 458 del giorno precedente.

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