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Il governatore Vito Bardi

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POTENZA – Oggi in Basilicata non c’è bisogno di coprifuochi, perché la “movida” non è un fenomeno così importante, e i numeri sono ancora lontani dal «livello di guardia». Ma se nel prossimo futuro si dovesse arrivare «oltre i 1.200/1.300» pazienti positivi al covid in regione, ovvero oltre i 100 ricoveri in ospedale, allora sì: «saremo costretti a chiudere».

Ha voluto sgombrare il campo da equivoci il governatore Vito Bardi, ieri pomeriggio, durante la conferenza stampa convocata per fare il punto sulla crisi sanitaria in regione. Dopo giorni di pesanti critiche all’operato suo e dei vertici di via Verrastro.

Il governatore ha confermato che entro un mese, grazie ai finanziamenti “strappati” al ministro della Salute Roberto Speranza, dovrebbero entrare in funzione gli ospedali da campo donati dal Qatar all’Italia, durante la prima fase dell’emergenza.

In particolare, ha spiegato che due dei 5 moduli già montati, uno a Matera e uno a Potenza, verranno attrezzati come aree “drive in” per permettere l’esecuzione di tamponi diagnostici in automobile. Mentre negli altri dovrebbero essere installati dei «box» per il ricovero di pazienti covid con sintomi lievi.

Sul fronte diagnostico e della prevenzione, Bardi ha aggiunto che «a breve» il numero dei tamponi effettuati ogni giorno dovrebbe salire da mille a 2mila, ma l’obiettivo resta di arrivare a 3mila col supporto dei mezzi messi a disposizione dalla Protezione civile nazionale.

Il generale, tuttavia, non ha nascosto le difficoltà di reperimento del personale necessario per effettuare un numero simile di tamponi, e le operazioni successive di tracciamento dei contatti dei nuovi contagi scoperti, che da previsioni dovrebbero crescere in maniera proporzionale. Un timore mitigato, ma solo in parte, dal direttore generale del Dipartimento salute della Regione, Ernesto Esposito, che ha spiegato che nei prossimi giorni alle unità speciali covid già in servizio alle dipendenze delle aziende sanitarie di Potenza e Matera dovrebbero affiancarsi delle “unità di risposta rapida”. Gruppi di sanitari specializzati sia nell’effettuazione dei tamponi che nel tracciamento dei contatti, tanto per capirsi, di pronta attivazione in caso di super-focolai, come quello scoperto il mese scorso nell’ormai tristemente nota casa di riposo di Marsicovetere.

«Abbiamo chiesto a livello centrale – ha aggiunto Bardi – di dotarci di adeguato personale considerato che la Basilicata, al momento, diversamente da molte altre regioni, non ha una facoltà di medicina da cui attingere. Il governo ha già predisposto i bandi e nel frattempo sono attesi a Matera 52 nuovi infermieri, 5 tecnici e alcuni biologi».

Il presidente della giunta regionale, che era affiancato anche dai vertici delle aziende sanitarie lucane e dall’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone, ha annunciato, a seguire, un incontro a stretto giro con la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Claudia Datena, per valutare il ricorso alla didattica a distanza per gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori. Con l’obiettivo di ridurre l’affollamento sugli scuolabus. Quindi ha difeso con forza l’operato della “task force covid” guidata da Esposito, spiegando che di qui in avanti parteciperà personalmente ad almeno una riunione a settimana. Infine ha rispedito al mittente le accuse di non avere un piano per la gestione della seconda ondata di contagi da coronavirus («lo abbiamo approvato il 2 luglio, chi non lo conosce si documenti»).

«Non devo giustificare a nessuno dove mi trovo». Ha proseguito il governatore replicando a quanti gli contestano di trascorrere troppo tempo a Napoli, sua patria d’elezione, e comunque lontano dalla terra lucana. «Se non sono in Basilicata sono a Roma a lavorare per il bene della Basilicata». Ha proseguito. «Non vado a passeggio per via Pretoria anche se mi piacerebbe».

Tra i primi a reagire alla conferenza stampa di Bardi ieri c’è stato il consigliere regionale di Italia viva, Luca Braia, che ha accusato il governatore di snobbare il parlamentino lucano in favore dei giornalisti.

«Una situazione paradossale, senza nessun rispetto per i consiglieri regionali». Ha dichiarato Braia. «La settimana prossima Bardi relazioni in aula e animi un confronto, siamo rappresentanti anche noi eletti dal popolo e il Consiglio resta la massima assise democratica. A Roma il suo centro destra Lega dipendente si lamenta del non coinvolgimento del Parlamento nelle decisioni del governo e in Basilicata si rende protagonista di un modo di operare autonomo e offensivo delle minoranze».

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