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Il governatore Vito Bardi

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POTENZA – Nel giorno stesso in cui emana l’ordinanza con cui chiude le scuole fino al 3 dicembre, il presidente Vito Bardi deve fare i conti con un nuovo fronte polemico interno. Vincenzo Barile, infatti, membro della task force regionale anti-Covid, ieri ha esternato la sua critica senza mezzi termini: «Non condivido la chiusura delle scuole in Basilicata – ha scritto su fb –, dai dati si evince chiaramente che le percentuali più alte di infezioni covid sono concentrate tra i 20 ed i 60 anni e sono legate al lavoro ed alla socialità». Secondo Barile «si sta sbagliando obiettivo e non è un problema da poco perché dall’individuazione del problema e dalla soluzione dipende la tenuta degli ospedali».

Dunque non solo con l’opposizione “fisiologica” di sindacati e centrosinistra il governatore deve fare i conti, ma anche coi suoi. Nei giorni scorsi il senatore leghista Pasquale Pepe aveva attaccato: «No alla chiusura generalizzata delle scuole in Basilicata. Si valuti caso per caso».

UN’ESTATE DI CRITICHE INTERNE

La litigiosità della maggioranza del Generale ha dato prova di sé anche in passato: si pensi a quanto accaduto lo scorso luglio, quando il Coordinamento regionale di Basilicata Positiva, movimento che esprime anche un consigliere regionale (il materano Piergiorgio Quarto) ha attacca la Giunta Bardi parlando di «governo senza dignità che naviga a vista».

Una polemica che aveva acceso un’estate rovente proseguita con uno scontro interno alla Lega tra i “vicini di banco” Coviello e Zullino sul caso Barresi, scontro arrivato poche ore dopo una polemica tra lo stesso Zullino e il forzista Enzo Acito accusato di «mirare al posto di assessore» occupato da Donatella Merra. Nelle stesse ore un inedito asse Lega-FI-IV-Idea-Basilicata Positiva-M5S aveva chiesto chiarezza sulla nomina del romano Di Martino a dg del Crob di Rionero. Mentre qualche giorno prima, il consigliere regionale Vizziello (FdI) si era aggiunto al coro dei detrattori con una critica, stavolta, ai facili entusiasmi sulla Facoltà di Medicina all’Unibas.

TRA NEGLIGENZE ED ERRORI

Tornando invece alle critiche di Barile, si tratta di una tegola che chiude tre giorni alquanto turbolenti per via Verrastro, tra ritardi, negligenze ed errori, compresi strafalcioni legati al copia-incolla: prima la «revisione» dei dati annunciata sul sito gestito dalla Protezione civile nazionale (e accessibile anche dal portale del ministero della Salute) dove ogni giorno vengono riportati i numeri della pandemia in Italia, una verifica sulle cifre lucane scattata dopo settimane di caos e “black out” comunicativi durante il fine settimana per l’indisponibilità del personale addetto (cosa che non avveniva in primavera durante la prima ondata pandemica).

Poi la gaffe nell’ordinanza numero 43 (tra i luoghi in cui i bar possono rimanere aperti è stato citato anche un «aeroporto» che come noto in Basilicata non esiste).
Infine, come se gli uffici regionali fossero vittima di un incantesimo, ieri l’ennesimo scivolone comunicativo sul termine della chiusura delle scuole: nel primo comunicato si parlava del 3 dicembre come data di rientro, mezz’ora dopo ecco la rettifica dell’ufficio stampa (si rientra il 4). Un peccato veniale, sì, in confronto allo strappo del dottor Barile.

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