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Sabato 22 e domenica 23 ottobre la 57esima edizione della Varola

MELFI (PZ) – “Il Riccio Pizzicante: un omaggio a Vincenzo Bruno” sarà il filo conduttore di un intreccio di sapori e profumi d’autunno per la 57esima edizione della Varola. Nel weekend (sabato 22 e domenica 23 ottobre) la Città di Melfi si trasformerà in un’agorà delle eccellenze lucane per l’appuntamento enogastronomico di punta nel cuore del Vulture. 

Per il sindaco, Livio Valvano “la Città dal cuore antico apre le sue porte medioevali a tutti coloro che sono spinti dalla curiosità di conoscere tradizioni e sapori di una terra autentica. La Varola è una vetrina importante per le tipicità del territorio e per le aziende, melfitane e non, che fanno della qualità il valore essenziale delle proprie produzioni. E’ un momento atteso dalla Città, dagli operatori turistici, dalle aziende locali, dalle associazioni, dai cittadini tutti impegnati ad assicurare un livello sempre più alto di servizi per trasmettere un sentimento di accoglienza di una comunità orgogliosa e desiderosa di crescere e proiettarsi nel futuro. Ogni angolo, ogni vicolo, ogni piazza del borgo si trasforma in un punto di incontro di migliaia di turisti alla scoperta delle eccellenze agroalimentari. I visitatori di Melfi saranno proiettati in un viaggio nel cuore della storia dove enogastronomia ed intrattenimento trasmetteranno emozioni uniche di un luogo in cui tornare per scoprire la grande storia di una terra che nel Medioevo, dalla nascita della Città fortificata, è stata teatro di avvenimenti che hanno lasciato il segno come i 5 Concili papali, la nascita del Regno di Sicilia e la promulgazione delle Costituzioni di Federico II”. 

Per l’assessore alla cultura, Raffaele Nigro “quest’anno si è lanciata un’idea che, non è un colpo di genio ma ha una sua ragione, definirei gemmata con Melpignano del Salento. E’ la Notte del Riccio Pizzante. Tutto nasce dalla scoperta che il primo a discutere diffusamente del fenomeno Taranta fu un medico di Melfi, Vincenzo Bruno, ai primi del Seicento. Il Bruno era nato a metà secolo da una famiglia facoltosa, ma probabilmente per l’eccidio che Melfi aveva subito nel 1528 e che aveva determinato una fuga di cittadini verso altre terre, decide si sposare una ragazza di Venosa iscritta alla nobiltà di quarti e dalla quale ha in dote delle terre coltive. Nel 1602 il Bruno pubblica a Napoli i Tre Dialoghi delle Tarantole, del vivere e morire e delle pietre preziose. E’ un lungo dialogo tra due creature, Pico e Opaco. Il primo richiama Pico della Mirandola, la sua formazione umanistica e laica e che pone l’uomo al centro del mondo. Il secondo è un controriformista per il quale al centro dell’universo c’è sempre Dio e l’uomo è solo canna al vento. I due raccontano ciò che hanno sentito da un non meno precisato pugliese: nelle campagne di Venosa e dell’Ofanto le ragazze che vanno a spigolare e i giovani mietitori sono stati punzecchiati dalla taranta, un ragno velenoso. Il risultato è che questi giovani cominciano a dare di matto e per guarirsi hanno come unica medicina un ballo frenetico al suono di strumenti e percussione. Il tarantismo era dunque diffuso in alta Basilicata e in Puglia piana, come si diceva allora. Se è vero che il fiorentino Francesco Berni ne parla intorno al 1530 nel suo rifacimento dell’Orlando innamorato e se un prete di Matera, Donato Frisonio ne racconta diffusamente in un manoscritto andato disperso”. 

Per il presidente della Pro Loco, Tommaso Bufano “è da un intreccio di colori esaltanti e meraviglie della natura che si intravede nell’alba della storia il primo vagito di un frutto così eccezionale, ben radicato in un fusto, appartenente alla famiglia delle fagacee, con foglie caduche, alterne e ovali, e ben protetto e cullato da ricci verdi e spinosi, e solo in autunno si aprono lasciando cadere da una a tre castagne lucenti”. 

IL PROGRAMMA Tante le novità della nuova edizione. La Varola apre il giorno 20 ottobre con una cena collettiva a base di Amatriciana, aperta a tutti coloro che si sentono vicini al paese afflitto dal terremoto. A cucinare saranno gli studenti e i docenti dell’Istituto Alberghiero Gasparrini di Melfi. Il ricavato, fa sapere l’assessore alla Pubblica Istruzione Clemente Cesarano, andrà alla ricostruzione dell’Alberghiero di Amatrice distrutto dalla furia del sisma. Il 22 ottobre spazio ad un convegno all’Istituto Gasparrini in mattinata con Piero Sisto, docente di letteratura moderna all’Università di Bari che racconterà il rapporto tra fenomeno della taranta e letteratura. Raffaele Irenze, invece, proverà a costruire uno spettacolo coreutico con gli studenti. In serata in Piazza Duomo, a partire dalle ore 19, spazio alla “Notte del Riccio Pizzicante: un omaggio a Vincenzo Bruno” per la regia di Cosimo Damiano Damato ed un intervento iniziale dell’Assessore alla Cultura, Raffaele Nigro. Tra i protagonisti del gran concerto Moni Ovadia e Mario Incudine. Ed ancora Tony Esposito band ed Antonio Infantino, James Senese e Napoli Centrale, Mimmo Epifani and the barbers ed Enrica Crimi. Con “la castagna Melfi” inizia un viaggio nel cuore dei prodotti e delle eccellenze lucane. Si parte, sabato alle ore 18, da “Piazza Umberto I”: location d’eccezione degli enormi recipienti bucherellati pronti ad arrostire il frutto prelibato melfitano. Ecco gli orari delle Varolate: Sabato 22 ottobre alle ore 18, 20, 22 e 24. Domenica 23 ottobre, invece, alle ore 10, 12, 17, 19 e alle 21. Le vie del borgo accoglieranno i sapori e i profumi di un territorio dalle grandi tradizioni agroalimentari. L’antica Via Normanni, ai piedi del Castello, i vicoli, le viuzze e gli slarghi del borgo più antico ospiteranno le migliori eccellenze lucane: Peperone di Senise, Pecorino di Filiano, Pecorino Canestrato di Moliterno, la Podolica di Pescopagano, la strazzata aviglianese e la salsiccia di Cancellara. Un viaggio oltre il tempo nel cuore della storia, dunque, grazie ai percorsi turistici in grado di attrarre visitatori nella terra del “marroncino”. 

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