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Annalisa Di Giacomo, assessore alla Cultura di Lavello

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POTENZA – «La Basilicata può contribuire alla lotta contro il Covid-19 realizzando un grandioso progetto di una genetista lucana, la lavellese Enza Colonna, esperta del Cnr di Napoli»: già dalle premesse Annalisa Di Giacomo, assessore alle Politiche sociali e cultura del Comune di Lavello, stabilisce dei punti fermi. Il primo è che l’amministrazione comunale – tramite la voce dell’assessore Di Giacomo – riconosce il valore innanzitutto del progetto della dottoressa Colonna, definito «grandioso»; poi che la comunità lavellese intende evidentemente riannodare i fili con una delle sue “figlie” che sono andate più lontano, non geograficamente ma in quanto a importanza nel mondo della scienza, valorizzandone figura e idee.

Ma fra le righe si legge anche altro, già solo da questa prima frase: e cioè che in Municipio sono pronti a prendersi carico dell’iniziativa – primo ente a farlo pubblicamente e ufficialmente – e portarla avanti.

Ricordiamo di cosa si tratti: la ricercatrice vuole fare dell’intera Basilicata un laboratorio di studio genetico sul Sars-Cov2, universalmente noto col suo nome generico, il coronavirus. C’è la possibilità – secondo la studiosa – di una “biobanca” di Dna virale e genomico umano di pazienti Covid-19 che consenta il suo sequenziamento. I risultati sarebbero depositati in un database pubblico, da mettere a disposizione della comunità scientifica del pianeta. Un aiuto per scoprire l’identità e dunque la storia del virus, condicio sine qua non per combatterlo con maggiore consapevolezza.

«Un’opportunità unica per la nostra Regione – dice al Quotidiano del Sud l’assessore Di Giacomo – e che conferisce grande lustro a una donna, giovane genetista di Lavello, che ha destato stupore e apprezzamento alla commissione Igiene e Salute del Senato».

Già, perché il 5 maggio scorso Colonna, insieme ad altri esperti di vari settori, è stata ascoltata dalla commissione Igiene e sanità del Senato per discutere di “profili sanitari della cosiddetta Fase 2 (strategie anti e post Covid-19)”. Nell’occasione ha ottenuto anche l’apprezzamento (condito di stupore: «Perché nessuno ci aveva ancora pensato?») della senatrice a vita Elena Cattaneo, biologa di fama internazionale.

«Lavello – aggiunge l’esponente della giunta guidata da Sabino Altobello – si pregia di una personalità di spicco del mondo della ricerca scientifica, già conosciuta per la sua eccellente attività scientifica di alto profilo, apprezzata dal Presidente della Repubblica Napolitano in una visita al Cnr di Napoli e citata nel suo discorso di fine anno».

«Siamo orgogliosi di come la nostra concittadina abbia dato vita a una formidabile idea, una “biobanca” che pone tra le opportunità la creazione di un database pubblico a disposizione della comunità scientifica internazionale – conferma Di Giacomo – ma anche e soprattutto delle istituzioni e degli organismi decisionali per la gestione dell’emergenza. La straordinarietà della proposta è nell’aver scelto di compiere questi studi in Basilicata e renderla un “laboratorio di genetica diffuso”, una scelta che può avere una ricaduta e un primato eccezionale per la nostra Regione».

Forte di queste premesse, l’assessore comunale prende un preciso impegno a nome dell’intera amministrazione: «Il Comune di Lavello intende valorizzare e sostenere la proposta, farsi portavoce in sede Anci per condividere il progetto con gli altri comuni lucani e supportarlo ai tavoli regionali con la task force lucana, con cui la dottoressa Colonna si è già interfacciata. Vogliamo affermare che si tratta di un’occasione imperdibile, da cogliere al volo e da valorizzare con onore e prestigio».

C’è tra l’altro un aspetto molto positivo nell’idea di Colonna: «Il progetto pilota – spiega infatti Di Giacomo – ha tra i vantaggi il fatto che lo studio ha un costo esiguo e anche su questo ci impegniamo a coinvolgere realtà territoriali per sostenerne la realizzazione».

«L’attuazione della proposta – conclude l’assessore – rafforza la ragione e la tutela di questo formidabile patrimonio di giovani saperi lucani. Abbiamo il compito di ritagliare uno spazio importante a una eccellente ricercatrice che, anche come donna, si annovera tra le protagoniste nella lotta al virus».

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