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I geologi dell'Unibas nei luoghi del sisma in centro Italia

Basilicata
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Un'aula dell'Unibas
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POTENZA – I geologi del Dipartimento di Scienze dell'Università della Basilicata hanno dato la loro disponibilità a partecipare alle attività di rilevamento sul campo nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 30 ottobre (magnitudo 6.5, profondità ipocentrale di circa dieci chilometri, area epicentrale compresa tra le province di Perugia e Macerata). Dopo questa scossa tellurica è stato istituito un gruppo di lavoro denominato “2016 Central Italy earthquakes – Unicam & Unibas Field Survey Group” nell’ambito del progetto "Emergeo", il quale è stato costituito nel 2003 con decreto del presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) per effettuare il rilievo degli effetti geologici prodotti in superficie da eventi sismici di magnitudo prossima o superiore a 5.5 in Italia e nell'area mediterranea. I ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’Unibas - Fabrizio Agosta (docente), Vincenzo La Bruna e Francesco Ferraro (studenti di dottorato) – parteciperanno ai rilievi sul campo nell’area a nord-est di Norcia (Monte Vettore, Monte Bove) per cartografare la fagliazione superficiale, la fratturazione della roccia ed i potenziali fenomeni di instabilità prodotti dal sisma. 

L'IMPEGNO DI ANPAS E FORESTALI NEI LUOGHI DEL SISMA

Il gruppo di lavoro, che comprende altri 9 ricercatori, docenti e dottorandi della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, si occuperà quindi dei rilievi geologici delle aree colpite dal sisma. I risultati di quest’analisi "contribuiranno a implementare la banca dati dell’Ingv - ha spiegato Agosta - attraverso la realizzazione di file cartografici e d’immagine georiferiti facilmente gestibili in ambiente Gis. Siamo molto orgogliosi di partecipare a questa attività di rilevamento e collaborare con l’Università di Camerino nell’ambito del progetto “Emergeo”: questo dimostra il riconoscimento della professionalità dei ricercatori dell'Unibas e conferma l'eccellenza della ricerca che si svolge quotidianamente nell'Ateneo lucano. Il lavoro di rilevamento geologico permetterà altresì agli studenti coinvolti di acquisire un’esperienza significativa, quella di documentare gli effetti del sisma sul territorio montano umbro-marchigiano, che non potrà che far accrescere il loro bagaglio scientifico”. 

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