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Matera celebra i 25 anni di attività della Scuola di specializzazione in Beni archeologici

Basilicata
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La sede della Scuola di specializzazione in Beni archeologici
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MATERA – Sabato 21 gennaio a Matera (nella Casa Cava dalle ore 14.30) si svolgerà la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017 e la celebrazione di chiusura del venticinquennale della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici (1990/1991 – 2015/2016): “L’evento – ha spiegato la direttrice della Scuola, la professoressa Francesca Sogliani - si configura di particolare importanza per la storia della Scuola, inaugurata nell’anno accademico 1990-1991 e prima protagonista dell’istituzione della sede materana dell’Università degli Studi della Basilicata”.

E’ prevista una tavola rotonda dedicata alle “Testimonianze” di coloro che per primi hanno dato avvio a questa istituzione, con gli interventi del professor Cosimo Damiano Fonseca, primo Rettore dell'Ateneo lucano e primo direttore della Scuola, e del professor Francesco D’Andria, che ha accompagnato la nascita della Scuola nell'ambito della ricerca archeologica. La proiezione "Com'eravamo. 25 anni della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera tra immagini e parole" racconterà la storia della Scuola, dei suoi allievi, dei suoi docenti e dei suoi progetti di ricerca. L'evento è arricchito da una mostra dedicata all'uso e al consumo del vino dal titolo "Oinos. Le strade del vino dall'Antichità al Medioevo", cui hanno collaborato gli allievi della Scuola, e si concluderà con uno spettacolo teatrale dal titolo "Erigone. Un simposio ad Atene" realizzato grazie alla collaborazione della Scuola con "Talia Teatro" di Matera. 

“La Scuola – ha aggiunto la professoressa Sogliani - si conferma anche quest'anno come un punto di riferimento importante per la formazione degli archeologi grazie all'attenzione rivolta dal corpo docente ai diversi ambiti disciplinari che spaziano dall'archeologia, alla diagnostica e alla comunicazione del patrimonio archeologico. I numerosi progetti di ricerca sul campo, alcuni iniziati proprio nell'anno appena trascorso come il progetto ‘Grumentum S. Maria’ e il progetto ‘Pandosia-S. Maria d'Anglona’ denotano il forte rapporto con il territorio della Basilicata e più in generale dell'Italia meridionale, e la sinergia con i vari enti pubblici che si occupano di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale”. 

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