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Non solo Matera, i tesori della Basilicata in otto tappe su Rai Storia

Basilicata
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La "donna calanco" dell'edizione 2015 del festival di Aliano
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Un viaggio in una terra dalla storia antica e dalla natura selvaggia, incastonata tra monti e colline e bagnata da due mari, il Tirreno e lo Ionio. Lo percorre la nuova serie in otto puntate 'Voci di una terra, Basilicata' di Gianluca Miligi e Maria Teresa Valente, con la regia di Federico Cataldi, in onda da lunedì 19 novembre alle 22.10 su Rai Storia. Otto tappe - realizzate in collaborazione con la Regione Basilicata - per scoprire il territorio disegnato dalla geografia, ma anche quello umano, fatto di cultura, di arte, di amore per la terra e di radici antiche, dalla preistoria alla Magna Grecia, dal Medioevo al Novecento ai nostri giorni. Ogni puntata è dedicata a un aspetto particolare della Basilicata: natura, patrimonio storico e culturale, risorse, tradizioni popolari, senza dimenticare anche i momenti più dolorosi che hanno segnato questa terra.

E il viaggio non può che concludersi in un luogo simbolo della Basilicata: la città dei Sassi, Matera, dove il 'sopra' e il 'sotto' hanno creato un paesaggio unico, entrato nel 1993 tra i siti del Patrimonio culturale Unesco. Si comincia lunedì 19 con un doppio appuntamento: alle 22.10 l’episodio 'Natura regale' di Gianluca Miligi è un’escursione nella zona nord della Basilicata, impreziosita da una natura rigogliosa che fa da magnifico sfondo a testimonianze storiche di grande rilevanza: antiche vie romane, palazzi, castelli medievali. Un vulcano spento, il Vulture, sovrasta il corso del fiume Ofanto dominando le valli e i laghi circostanti che hanno visto le gesta dei sovrani della dinastia normanno-sveva, su tutti Federico II di Hohenstaufen, 'stupore del mondo', vero 'genius loci' di quei territori.

 La città di Melfi, col suo inconfondibile castello arroccato, ne è stato il principale centro politico-culturale. Qui sono state scritte pagine importanti della storia europea. Alle 22.40, in 'Arte nascosta, natura manifesta' di Pierluigi Castellano, l’obiettivo si sposta sull’arte nascosta della Basilicata, con reperti che risalgono addirittura all’età preistorica dal Pleistocene al Mesolitico: ossa e zanne di elefante di 500mila anni fa o i dipinti di animali, di 10mila anni fa, ritrovati vicino a Filiano. Ma come arte nascosta ci sono anche i dipinti paleocristiani e medievali, racchiusi inizialmente dai monaci bizantini e benedettini nelle chiese scavate nelle grotte, dai Sassi di Matera fino a Melfi. A questi segni di civiltà celati si contrappone una natura che si mostra in tutto il suo fascino: dalla gravina di Matera ai calanchi di Aliano. Una terra bellissima, dove però è sempre stato necessario adattarsi a condizioni ambientali spesso avverse.

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