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Garaguso, spunta una tomba del VI secolo avanti Cristo durante i lavori per la fibra ottica

Basilicata
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La tomba scoperta in via IV novembre
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GARAGUSO (MATERA) - Garaguso si riconferma città antica risalente al IV secolo avanti Cristo e oltre. A sancire tali certezze un ulteriore ritrovamento di una tomba del VII o VI secolo a.C. nel centro del paese più precisamente in via IV novembre di fronte alla casa Comunale.

Un ritrovamento casuale in seguito ai lavori di posa della fibra ottica che da alcuni giorni sta interessando tutto l’abitato. A darne notizia il sindaco Francesco Auletta, dopo che ufficialmente ha messo in atto tutte le segnalazioni sia alla Sovrintendenza dei Beni Archeologi della Basilicata che alla locale stazione dei Carabinieri.

”Garaguso è interessata da lavori di fibra ottica” ha spiegato Auletta ”e come comune abbiamo ceduto una parte di suolo per la realizzazione una  centrale di smistamento a servizio dei paesi interni. Intanto sono iniziati i lavori nelle vie del paese dopo che la Sovrintendente dei beni Archeologici di Basilicata Simona Degregorio ha accertato che la ditta appaltatrice avesse tra il suo personale  un archeologo così come è previsto  dalla normativa nazionale vigente. Garaguso, visto la sua storia, ancora una volta ha fatto una bella scoperta adiacente l’area cimiteriale del VI secolo a.C. rinvenuta negli anni settanta e  grazie a   questi lavori ha riportato alla luce un nuovo elemento di studio per la nostra comunità. Quello che sostengo da molti anni che i tempi sono maturi affinchè ogni bene archeologico ritrovato su un territorio comunale deve rimanere lì  e l’Amministrazione ne deve garantire la fruibilità, conservazione e sicurezza al fine di uno sviluppo culturale e turistico del comune stesso. Da anni a Garaguso vengono dall’estero ad investire sul nostro territorio mi riferisco all’Università di Liegi nella figura del professore Jean Mark More autore del libro “i Marmi di Garaguso” (l’imbroglio di Decicco) sul ritrovamento del Tempietto risalente al 4 secolo A.C. unico al mondo. Scavi che riprenderanno il prossimo agosto in contrada filera”.

Da una prima analisi effettuata dall’archeologa Melissa Sardone,  che segue i lavori della ditta Open Fiber, si è potuto riscontrare che l’intero scavo si estende per circa 3,5 metri mentre la tomba è di 2 metri e venti per ottanta centimetri e lo scheletro è di un'altezza di un metro e sessantacinque. Un lavoro lungo e minuzioso di rimozione del terreno in quanto il reperto si presenta molto fragile dovuto allo schiacciamento e alla morbidezza.

”Ho capito subito che si trattava di una tomba antica” ha spiegato l’archeologa Melissa Sardone ”per le pietre che circondano i resti del cadavere, inoltre ho trovato 24 vasi, una spada lungo il fianco e una fibula che serviva a chiudere un abito. Elementi questi che da una prima analisi a scavo aperto mi fanno collocare questa tomba intorno al VI/VII secolo a.C. e dal corredo funebre suppongo che preveniva da  una famiglia ricca e probabilmente appartenesse agli Enotri che in Basilicata hanno lasciato evidenti segni del loro passaggio a partire da Potenza fino ad Aliano, Alianello".

Sardone ha aggiunto che "Garaguso attraverso le vie fluviali interne navigabili un tempo, e immaginando l’estensione del cimitero ritrovato negli anni ‘70, mi porta a pensare che fosse una realtà molto abitata in quegli anni e che la popolazione in generale potesse essere anche ricca in quanto nei vari ritrovamenti ci sono metalli”.

Intanto i reperti sono stati custoditi in cassaforte mentre  nei prossimi giorni l’esperta provvederà alla rimozione prima della spada e poi delle ossa.

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