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L’Istat mette in luce la scarsezza dei posti a disposizione e della spesa dei comuni: solo per 14 bimbi lucani su 100 c’è posto in un nido, a fronte di una media italiana di 24 ed europea di 33


POTENZA – In Basilicata solo 14 bambini su 100 hanno un posto nel nido. Nonostante il paramentro europeo per cui dal 2010 dovrebbero essere almeno 33, e una media italiana di 24. Inoltre mancano ancora del tutto, unico caso in Italia, «servizi integrativi» più flessibili per la prima infanzia come “spazi gioco”, “centri bambini-genitori” e “servizi educativi in contesto domiciliare”.
E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat, appena pubblicato sull’offerta di asili nido e servizi per l’infanzia nelle regioni italiane.
In numeri assoluti, la Basilicata si piazza al terzultimo posto per i bimbi che frequentano l’asilo nido, con 838 “utenti” davanti ai 747 del Molise e i 746 della Valle d’Aosta. Due regioni che dalla loro, tuttavia, hanno un minor numero di abitanti (308mila il Molise e 126mila la Valle d’Aosta contro i 560mila della Basilicata).
Sulla situazione complessiva, inoltre, pesa anche la distribuzione delle strutture, che sarebbero presenti in soli 30 comuni su 131 (38,9%), abbattendo l’indicatore di “presa in carico” dei bimbi al 6.9%, sotto il quale si piazzano solo  Campania, Calabria e Sicilia.
Nel report dell’Istat, frutto di un’elaborazione di dati 2017-2018, si evidenzia anche il livello di spesa pro capite dei comuni per servizi «socio educativi» destinati, in generale, alla prima infanzia, che in Basilicata si ferma a 317 euro per bimbo sotto i 2 anni. Contro i 2.235 della provincia di Trento e i 1.929 della Valle d’Aosta. Una cifra risicata battuta al ribasso soltanto dai 284 euro della Puglia, i 219 euro della Campania e i 116 della Calabria.
«I dati sugli asili nido diffusi dall’Istat sono l’ennesima conferma di come nel nostro Paese i servizi per la prima infanzia siano un’opportunità riservata ancora a pochi». E’ stato il commento di Raffaela Milano di Save the Children.
«Auspichiamo – ha aggiunto – un forte intervento già nella legge di bilancio per il sostegno alle famiglie nel pagamento delle rette dei servizi (…) ma queste devono essere accompagnate da un contestuale investimento per la copertura dei servizi per la prima infanzia su tutto il territorio nazionale, che oggi presenta ancora troppe differenze, con una copertura che raggiunge il 19,6% nei comuni del Nord-Est ma che si ferma a poco più del 5% al Sud».

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