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PIGNOLA –  Daniele Silvestri con il suo particolarissimo tour chiuderà  il festival di Pignola “Percorsi DiVersi”.  Al cantautore romano è affidata infatti la chiusura questa sera all’Ex Cava Ricci  dopo i concerti dei “Musicamanovella” e “Fonomeccanica” a partire dalle 19.  Ad accompagnare Daniele Silvestri  in un concerto incredibile  una super band di nove elementi (tra cui anche Rodrigo D’Erasmo violinista  degli Aftherhours) con una scaletta imprevedibile di pezzi storici riarrangiati e pezzi inediti. Daniele Silvestri prima di arrivare a Pignola si concede ad un’intervista per “il Quotidiano della Basilicata”. 

Maestro, in questo tour presenterà brani  oltre a brani del repertorio in versione più rock,  anche brani inediti quindi mai registrati. Come mai ha voluto fare queste scelta?

«In realtà questo tour è nato in modo un po’ strano. Stavo pensando ad un disco, ma alcune delle canzoni su cui stavo lavorando mi sembrava avessero proprio bisogno di essere sperimentate e fatte crescere con persone davanti. Fare questo tour dal mio punto di vista è l’occasione di togliersi soddisfazioni dal punto di vista musicale soprattutto, visto che ho una band ricchissima sul palco».

In base a cosa ha scelto la scaletta di questo tour unico?

«Questo concerto l’ho costruito utilizzando canzoni aldilà della loro popolarità, per costruire un percorso dello spettacolo e del racconto. E’ anche vero che è un concerto potenzialmente infinito costruito in modo che si adatti ad ogni serata e che possa contenere anche richieste ed indicazioni che vengono dal pubblico».

 Tra i brani inediti di questo tour  ce n’è uno ascoltabile  in streaming che sta avendo un incredibile successo “Stizzitiscitici”. E’ tornato a giocare con le parole?

«Mai come in questo pezzo, le parole sono già un gioco prima ancora che io le prenda in mano. E’ un mix stano di sciogli lingua che poi vengono anche quelli rimaneggiati, rivisti e suggeriti ogni sera. Ci divertiamo noi per primi, un gioco che coinvolge anche gli altri musicisti, ce ne sono un paio che non riescono ancora a dire il titolo e questo per me è un gioco fantastico a farlo dal vivo».

Lei è stato sempre legato all’attualità, oggi come è possibile parlarne?

«Non è facile, si parte dal presupposto che chiunque voglia raccontare questa realtà si trova ad avere a che fare con   parole che non corrispondono più ai tempi. Questo è un paese che forse scopre con un grave ritardo e una grande impreparazione ad affrontarlo di non essersi immaginato futuro. Negli ultimi venti anni questo paese si è limitato a vivacchiare ed a produrre sull’emergenza per potersi permettere di cambiare le regole ma mai su un’idea  di società e territorio. La mancanza di prospettive è la sintesi di una cosa dolorosa da vivere ma anche da raccontare perché corrisponde ad un enorme frammentazione interna ma anche sociale».

Cosa  è per lei la Bellezza?

 «La Bellezza è ciò che senza un motivo logico accende l’anima, è legata ad un senso di mancanza, la Bellezza è ciò che in realtà non si può possedere».  

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