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ATELLA – «Al di là di ardite valutazioni avveniristiche e di concetti pro o contro quel fenomeno storico (Il brigantaggio), va dato atto all’impegno delle associazioni socio-culturali nel voler rinverdire una storia ed una identità, ma anche un costume sociale ed una tradizione in una rielaborazione generazionale che, particolarmente nel Vulture, ha radici antiche».

Così il giornalista e critico cinematografico, Armando Lostaglio, in merito all’evento spettacolo: “Nella Valle dei Briganti: Crocco, brigantesse e Ninco Nanco”, che si terrà questa sera, a partire dalle ore 20,30 nell’area equestre dell’azienda agrituristica “La Valle dei Cavalli” che si trova nella Valle di Vitalba, in contrada Piani di Carda, del Comune di Atella, cuore antico e pulsante del brigantaggio meridionale fra il Vulture, il Castello federiciano di Lagopesole e il Monte Caruso di Avigliano.

L’iniziativa è dell’associazione “Equiturismo Italia” presieduta dal dinamico Salvatore Summa, che ha così inteso mettere al centro dello spettacolo, così come ai tempi dei briganti, proprio il cavallo quale animale indispensabile di supporto e di spostamenti nelle vicende storiche e non solo di quel tempo.

Ad animare lo spettacolo sarà l’associazione “I Briganti di Crocco” di Rionero in Vulture, diretta da Vincenzo Traficante, già attiva sul territorio con manifestazioni nei borghi lucani legati al brigantaggio post-unitario, che ha così inteso di proposrsi nuovamente, ma in una azione diversa, privilegiando come palcoscenico unico la Valle di Vitalba, già storico scenario di battaglie e combattimenti in quel drammatico periodo storico, che viene dettagliatamene rievocato.

Il giornalista Armando Lostaglio nel presentare la manifestazione ha, tra l’altro, detto che lo spettacolo, diretto da Katia Traficante, si snoderà su diversi livelli, partendo dalle memorie del Generale Carmine Crocco scritte nel “Bagno penale” di Portoferraio in cui era detenuto e che ha legato il suo nome, unitamente al suo luogotenente Ninco Nanco, alle vicende ancora controverse per storici e studiosi del brigantaggio post-unitario (del periodo 1861-1865).

Diversi sono stati infatti gli storici che hanno contribuito, in questi anni, ad alimentare le differenti posizioni e a curare ricerche storiche sul fenomeno del brigantaggio, da Salvatore Scarpino ad Ettore Cinnella. Persino il regista Mel Gibson si è interessato al Brigantaggio per una idea di kolossal.

«I briganti non potevano che perdere, ma i loro avversari potevano vincere meglio» è il triste e amaro commento con cui il giornalista, Salvatore Scarpino, chiude la sua opera “La guerra cafona”. 

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