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Gli operatori: qui si fa solo spettacolo
Innovazione e coordinamento assenti

Basilicata

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«L’UNICA riforma che occorre a questo disgraziato Paese è tornare a imporre il rispetto per le intelligenze, le culture, la creatività. In sua assenza, continueremo a essere preda di poteri e amministratori prevaricanti o malvolenti o ignoranti a fronte dei quali ogni protesta sarà inutile». Sono le parole del giornalista Nicola Fano su “Il Caso Mibact”, storia della terribile e vergognosa espulsione, per volontà pubblica, di Riccardo Caporossi dal paesaggio del teatro italiano dopo mezzo secolo di arte.È quello che sta succedendo anche ad alcune associazioni culturali lucane, con grandi successi alle spalle, di fatto “esodate” dalla scena culturale lucana, depresse nella loro vitalità e creatività progettuale. Sulla via del tramonto per mancanza di fondi da destinarle (risorse ordinarie, non europee) la ormai superata, e mai superata, legge n.22/88 su cui tanto si è dibattuto negli scorsi anni, si è approdati ad un frazionamento delle attività culturali che sa poco di strategia e molto di tattica.La Regione Basilicata infatti, ha approvato non una legge sulla cultura che abbracciasse una prospettiva di crescita e sviluppo di tutto il settore, ma una legge sullo spettacolo (n.37/2014) che comprende esclusivamente teatro, musica, cinema, danza, spettacolo viaggiante e arte circense, emarginando tutti gli altri settori culturali. Con varie contraddizioni più volte emerse, le associazioni culturali sono state invitate a iscriversi a un albo, quello appunto dello spettacolo, attraverso cui sarà possibile attingere ai fondi normati dalla legge stessa. 
L’albo, come è normale che sia, non contempla i requisiti di chi opera nei settori dell’ arte, nei progetti legati alla promozione dei libri e della lettura, nelle attività di divulgazione scientifica anche se finalizzate alla diffusione della conoscenza e a una nuova narrazione del territorio. Il tutto per ottenere, come vuole l’Europa di domani, una crescita inclusiva, intelligente e sostenibile.L’asset fondamentale basato sul capitale creativo e culturale viene, per volontà pubblica, penalizzato cancellando il filo dell’intersettorialità della creatività, rinunciando così a creare approfondimento culturale, conoscenza, consapevolezza, senso critico comune. Dunque le co-produzioni artistiche, la promozione di libri e i progetti sull’editoria, i discorsi sul contemporaneo attraverso l’arte, i seminari e le attività scientifiche in Basilicata sono escluse dal finanziamento pubblico regionale, perché relegate ancora alla legge n.22/88 che però non verrà più finanziata.
Esiste insomma una legge sullo spettacolo, che è sicuramente un vantaggio per tutti, ma non esiste un piano di azione più ampio entro cui anche la legge sullo spettacolo può trovare collocazione per promuovere le attività culturali attraverso norme trasparenti e coerenti con i bisogni delle contemporaneità. E ciò accade proprio nella regione della capitale europea della cultura. Questa contraddizione emerge con maggiore evidenza se si considera anche il recente provvedimento sulla valorizzazione del patrimonio dei beni materiali e immateriali che non fa altro che accrescere l’incoerenza delle politiche pubbliche sulla cultura.Qui non si punta sullo spettacolo, ma su una lista di eventi della tradizione, finanziando sagre, feste patronali, iniziative demo etnoantropologiche, che, anche se di importanza fondamentale per l’identità di un territorio, guardano solo al passato e non danno risposte alla domanda di futuro.
Emerge la mancanza di coordinamento tra la visione innovatrice che ha consentito a Matera 2019 di vincere una competizione agguerritissima e le politiche pubbliche regionali sulla cultura, frenata dagli atti dall’amministrazione regionale che non contempla in modo strategico la sfida dell’innovazione, della ricerca, della co-progettazione e della co-produzione culturale trasversale avviata.
Solo per segnalare un modello virtuoso, la Regione Puglia sostiene, già dal mese di aprile scorso, oltre che gli operatori iscritti all’albo dello spettacolo anche gli operatori impegnati in progetti editoriali, in promozione di libri, in mostre d’arte, in eventi culturali sui temi della contemporaneità e in convegni e seminari internazionali su discipline di alto valore culturale e scientifico. In Puglia esiste, insomma, non solo una legge sullo spettacolo, ma anche un piano di azione per gli eventi culturali attraverso norme che rendono la selezione trasparente e basata sul merito.
Le conseguenze oggi sono che, a nove mesi dalla vittoria di Matera Capitale Europea della cultura, la città e la regione si ritrovano sprovviste di risorse per finanziare eventi con valenza internazionale. Tra questi, il Women’s Fiction Festival, la rassegna di Energheia, le mostre di arte contemporanea di livello internazionale della Fondazione SoutHeritage per l'arte contemporanea e del Laboratorio permanente di Arte Pubblica a Potenza e in Basilicata. A questi si aggiungono anche attività regionali di divulgazione scientifica di Liberascienza e Minerva Scienza, i laboratori di sperimentazione urbana di altre associazioni che lavorano sulla contaminazione di linguaggi diversi, tutti fortemente penalizzati da una visione di corto respiro che non lascia spazio allo sviluppo di attività che determinano un forte impatto sull’economia della conoscenza e della crescita culturale della comunità basata sui saperi.L’azione pubblica dovrebbe guidare, sostenere, rafforzare l’attività culturale presente sul territorio, non escludere, ma consentire di operare, proporre, integrare le diversità culturali, senza fare scelte arbitrarie. La nostra proposta è di adottare un piano triennale delle attività culturali, capace di individuare e selezionare, con criteri trasparenti e oggettivi, le iniziative che hanno rilevanza regionale, nazionale e internazionale, in modo che si possa operare e programmare con l’adeguata tempistica per accrescere ulteriormente la qualità dell’offerta. Auspichiamo pertanto, che a questo appello si uniscano tutte le associazioni culturali consapevoli della necessità di avere un quadro normativo e progettuale più organico in cui trovare una collocazione coerente con le nuove sfide che ci aspettano.
Ci auguriamo quindi che il presidente Pittella ci possa incontrare prima che questo patrimonio di esperienze e professionalità possa scomparire definitivamente dal panorama culturale locale e nazionale.
Le associazioni culturali Energheia, Arteria, Liberascienza, Minerva Scienza, Matera Letteratura, Laboratorio Permanente di Arte Pubblica, Fondazione SoutHeritage per l'arte contemporanea

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