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Il futuro del calcio potentino
gira tutto intorno al Viviani

Basilicata

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E’ una scadenza fin troppo vicina quella che si è posto Luciano Gioia per la sua idea sul futuro del calcio potentino. “Entro il 5 maggio sapremo cosa fare da grandi – dichiara – difficile andare oltre”. Ma soprattutto risulta arduo pensare di andare avanti in due. “Al momento intorno al tavolo ci siamo solo io e Giovanni Ferrara, presidente del Rossoblu – continua – ma già sabato a Milano ho incontrato importanti imprenditori e intendo fare lo stesso martedì prossimo”. Quali le coordinate? “Il progetto è legato indissolubilmente al Viviani – spiega Gioia – il punto di partenza è realizzare in circa un mese e mezzo un manto erboso in sintetico sul campo principale e trovare lo spazio per almeno un paio di campi di calcio a cinque. Ne ho già parlato con l’assessore Ginefra”. La prima carta che Gioia vorrebbe avere in mano è un’intesa che vada oltre la collaborazione con il solo Ferrara, “perché in due non si va lontano – attacca – nonostante i nostri contatti siano costanti e il triangolare amichevole di Acerenza l’abbiamo organizzato per dare un segnale evidente che la voglia di costruire un percorso insieme c’è, ma non basta”. Il progetto è tanto affascinante quanto molto (forse troppo) ambizioso. Rendere lo stadio un cuore sportivo pulsante della città, in pieno centro, con una fruibilità h24 che può produrre utili da destinare alla prima squadra e anche un indotto occupazionale. Il sintetico, lo ricordiamo, non ha limiti di utilizzo. Chi si fa carico di tutto ciò dovrebbe ovviamente avere in cambio un contratto di gestione almeno decennale, per poter pianificare gli introiti ammortizzando le spese. Ma se il teorema gira tutto intorno al Viviani, è lecito chiedersi quale sia il corollario su un piano più strettamente sportivo. Ad oggi, Città di Potenza e Rossoblù Potenza sono due società che militano in campionati diversi. Gioia, fra l’altro, è presidente ma non proprietario della società di Serie D, ancora nelle mani di Pasquale Capobianco. Come si intende procedere? “Il nostro progetto prescinde dalla categoria – afferma l’imprenditore – siamo pronti a fare l’Eccellenza. Certo, stiamo curando ogni dettaglio nel quotidiano per tenere in piedi anche una minima speranza di poter aspirare a un ripescaggio in Serie D. Valuteremo quale dei due titoli sportivi risulterà meglio spendibile. Il ruolo di Capobianco in questo momento è assolutamente collaborativo, mi ha già proposto il passaggio delle quote societarie ma ho preso tempo, l’operazione avverrà senza problemi nel momento in cui avremo la certezza di poter portare a termine il nostro progetto”. E se gli ostacoli dovessero rivelarsi troppi, da superare in così poco tempo? “Non ho idea di cosa potrebbe succedere – conclude Gioia – non solo al calcio potentino ma anche allo stesso Viviani. Lo stadio cittadino è un bene demaniale e di questi tempi lo Stato non si pone certo il problema di fare cassa. Se un facoltoso acquirente volesse prendersi quello spazio per cambiarne la destinazione d’uso, difficilmente gli verrebbe detto di no”. Lo scenario è quello di un bivio, per lo stadio e di riflesso per il calcio nel capoluogo. L’alternativa alla “rivoluzione” di Gioia potrebbe essere, semplicemente, qualche palazzo in più. In una città dove i costruttori un certo peso politico ce l’hanno. 

Twitter @pietroscogna

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