Salta al contenuto principale

I detenuti possono diventare allenatori
A Potenza parte la sperimentazione

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 31 secondi
«VERRO’ anche io a tenere qualche lezione, ho già visitato il carcere di Potenza e ho conosciuto la professionalità e la sensibilità di chi ci lavora». 
Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac (Associazione Italiana Allenatori) e direttore della Scuola di Coverciano, ha lavorato molto dietro le quinte per un progetto affascinante. Quello di portare nella casa circondariale del capoluogo un corso per allenatori destinato ai detenuti. Sua emanazione sul territorio (oltre che amico di lunga data) è Gerardo Passarella, numero uno degli allenatori lucani che già dalla passata stagione ha avviato l’iter burocratico e organizzativo per riuscire nell’impresa di farsi aprire le porte del carcere di via Appia. A supportare Passarella in questa idea, che sembrava all’inizio difficilmente realizzabile, il presidente della Figc di Basilicata Piero Rinaldi e Rocco Galasso che ha curato l’area comunicazione. «E’ una sensibilità particolare quella dell’Aiac lucana - continua Ulivieri nella nostra chiacchierata telefonica - che mi auguro venga presa ad esempio anche a livello nazionale. C’è chi pensa che quando una persona finisce dietro le sbarre vada buttata via la chiave, noi la pensiamo diversamente». 
L’attestazione di stima del presidente degli allenatori italiani ha dato certamente forza a chi materialmente darà il via alle lezioni il prossimo 21 ottobre, per un totale di 146 ore (spalmate su due appuntamenti settimanali) che ripercorranno fedelmente il programma del corso Uefa B, pur non dando per il momento accesso all’esame. «Ma stiamo lavorando per la predisposizione di un protocollo d’intesa con il settore tecnico - spiega Passarella - affinchè l’attestato che consegneremo alla fine del corso possa portare al conseguimento del patentino». Si tratta di un progetto unico in Italia, come accennato, che verrà realizzato anche grazie alla grande disponibilità  del direttore della casa circondariale di Potenza Michele Ferrandina, del commissario Rocco Grippo (Polizia Penitenziaria) e di Sonia Crovatto, responsabile dell’Area trattamentale, che si occupa di portare i detenuti su percorsi di riabilitazione alla legalità. «E lo sport - spiegano i professionisti del settore presenti in sala - è forse lo strumento più incisivo per riuscirci». 
Pietro Scognamiglio
Twitter @pietroscogna
«VERRO’ anche io a tenere qualche lezione, ho già visitato il carcere di Potenza e ho conosciuto la professionalità e la sensibilità di chi ci lavora». Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) e direttore della Scuola di Coverciano, ha lavorato molto dietro le quinte per un progetto affascinante. Quello di portare nella casa circondariale del capoluogo un corso per allenatori destinato ai detenuti. Sua emanazione sul territorio (oltre che amico di lunga data) è Gerardo Passarella, numero uno dell'Aiac lucana che già dalla passata stagione ha avviato l’iter burocratico e organizzativo per riuscire nell’impresa di farsi aprire le porte del penitenziario di via Appia. A supportare Passarella in questa idea, che sembrava all’inizio difficilmente realizzabile, il presidente della Figc di Basilicata Piero Rinaldi e Rocco Galasso che ha curato l’area comunicazione. «E’ una sensibilità particolare quella dell’Aiac di Basilicata - continua Ulivieri nella nostra chiacchierata telefonica - che mi auguro venga presa ad esempio anche a livello nazionale, visto che per ora si tratta di un'iniziativa unica in Italia. C’è chi pensa che quando una persona finisce dietro le sbarre vada buttata via la chiave, noi la pensiamo diversamente». L’attestazione di stima del presidente degli allenatori italiani ha dato certamente forza a chi materialmente darà il via alle lezioni il prossimo 21 ottobre, per un totale di 146 ore (spalmate su due appuntamenti settimanali) che ripercorranno fedelmente il programma del corso Uefa B, pur non dando per il momento accesso all’esame. «Ma stiamo lavorando per la predisposizione di un protocollo d’intesa con il Settore Tecnico - spiega Passarella - affinchè l’attestato che consegneremo alla fine del corso possa portare al conseguimento del patentino». 

Twitter @pietroscogna

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?