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Al via i campionati con nuove regole
dal libero ai cartellini

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 58 secondi
di NICO CASTAGNA
Di seguito, le principali modifiche al regolamento in vigore nei campionati italiani di volley a partire da questo fine settimana.
FORMAZIONE - Per limitarne l’uso ostruzionistico, in A1 e A2 maschile e femminile (non in ambito internazionale) la richiesta di formazione sarà possibile una sola volta in ogni set da parte del capitano di ciascuna squadra. Dalla B1 in giù la regola non cambia. 
TIME OUT TECNICO - In serie A1 e A2, un solo time out tecnico a 12 punti (aboliti quelli a 8 e 16 che però restano validi dalla B1 in giù).
LIBERO: RIDESIGNAZIONE - Novità valida in tutti i campionati. In caso di espulsione (per un set) o squalifica (per l’intera gara) il libero titolare può essere subito rimpiazzato dal secondo libero. Se la squadra ne ha uno solo  a referto, l’allenatore può chiedere la ridesignazione affidando il ruolo di libero a un altro giocatore in panchina. La filosofia è quella di non indebolire la squadra privandola di un’importante arma difensiva. 
LIBERO: INABILITA’ - Nel caso di un solo libero a referto, l’allenatore può dichiararlo “inabile” nel caso non voglia più utilizzarlo in quel ruolo (ad esempio se sta giocando male) e designare come libero un altro giocatore della panchina. In mano agli allenatori un’arma tattica in più: per il tempo che si perde a registrare sul referto il cambiamento e soprattutto per la possibilità di variare in corso d’opera l’assetto della squadra in campo. La sostituzione resta obbligata tra pari ruolo nel caso a referto ci sia già un libero in campo e un altro in panchina. 
CARTELLINI - Cambia il sistema delle sanzioni disciplinari. Il punto per la squadra avversaria scatta con il cartellino rosso e non più con il giallo. La penalizzazione è preceduta da un primo avvertimento verbale e dal cartellino giallo, che indica il raggiunto limite di tolleranza. L’ammonizione, da intendersi come ultimo richiamo ufficiale privo di penalizzazione, viene registrata  a carico del singolo (giocatore, tecnico o dirigente) ma ha valore per l’intera squadra, che alla successiva violazione da parte di qualsiasi tesserato a referto subirà il cartellino rosso e il conseguente punto agli avversari. 
Se la gravità della violazione è significativa, l’arbitro può procedere anche alle sanzioni dirette senza preavviso: cartellino rosso per condotta maleducata, espulsione per condotta ingiuriosa, squalifica  in caso di condotta aggressiva. 
ALLONTANAMENTO Dopo quanto accaduto nell’ultima finale scudetto, quando l’allenatore di Trento (espulso) ha continuato a guidare la squadra dalla tribuna, la Fipav è intervenuta stabilendo che - ad eccezione di medico e fisioterapista - l’atleta, il tecnico o il dirigente che viene espulso o squalificato non può più trasferirsi in tribuna ma deve rientrare negli spogliatoi. 
QUESTE le principali modifiche al regolamento in vigore nei campionati italiani di volley a partire da questo fine settimana.

FORMAZIONE - Per limitarne l’uso ostruzionistico, in A1 e A2 maschile e femminile (non in ambito internazionale) la richiesta di formazione sarà possibile una sola volta in ogni set da parte del capitano di ciascuna squadra. Dalla B1 in giù la regola non cambia. 

TIME OUT TECNICO - In serie A1 e A2, un solo time out tecnico a 12 punti (aboliti quelli a 8 e 16 che però restano validi dalla B1 in giù).

LIBERO: RIDESIGNAZIONE - Novità valida in tutti i campionati. In caso di espulsione (per un set) o squalifica (per l’intera gara) il libero titolare può essere subito rimpiazzato dal secondo libero. Se la squadra ne ha uno solo  a referto, l’allenatore può chiedere la ridesignazione affidando il ruolo di libero a un altro giocatore in panchina. La filosofia è quella di non indebolire la squadra privandola di un’importante arma difensiva. 

LIBERO: INABILITA’ - Nel caso di un solo libero a referto, l’allenatore può dichiararlo “inabile” nel caso non voglia più utilizzarlo in quel ruolo (ad esempio se sta giocando male) e designare come libero un altro giocatore della panchina. In mano agli allenatori un’arma tattica in più: per il tempo che si perde a registrare sul referto il cambiamento e soprattutto per la possibilità di variare in corso d’opera l’assetto della squadra in campo. La sostituzione resta obbligata tra pari ruolo nel caso a referto ci sia già un libero in campo e un altro in panchina. 

CARTELLINI - Cambia il sistema delle sanzioni disciplinari. Il punto per la squadra avversaria scatta con il cartellino rosso e non più con il giallo. La penalizzazione è preceduta da un primo avvertimento verbale e dal cartellino giallo, che indica il raggiunto limite di tolleranza. L’ammonizione, da intendersi come ultimo richiamo ufficiale privo di penalizzazione, viene registrata  a carico del singolo (giocatore, tecnico o dirigente) ma ha valore per l’intera squadra, che alla successiva violazione da parte di qualsiasi tesserato a referto subirà il cartellino rosso e il conseguente punto agli avversari. Se la gravità della violazione è significativa, l’arbitro può procedere anche alle sanzioni dirette senza preavviso: cartellino rosso per condotta maleducata, espulsione per condotta ingiuriosa, squalifica  in caso di condotta aggressiva. 

ALLONTANAMENTO - Dopo quanto accaduto nell’ultima finale scudetto, quando l’allenatore di Trento (espulso) ha continuato a guidare la squadra dalla tribuna, la Fipav è intervenuta stabilendo che - ad eccezione di medico e fisioterapista - l’atleta, il tecnico o il dirigente che viene espulso o squalificato non può più trasferirsi in tribuna ma deve rientrare negli spogliatoi. 

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