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SUL referto arbitrale non c’è traccia degli insulti razzisti denunciati da Nneka Arinze, capitano della Off Occhiali Mesagne, dopo la partita giocata domenica a Montescaglioso dalla sua squadra. E’ quanto emerge dal comunicato del giudice sportivo della Federvolley, che però gira la pratica nelle mani della Procura federale non potendo non tener conto di quanto segnalato dalla società pugliese. Nella sostanza, però, l’assenza di riferimenti alle offese razziste nel report dei direttori di gara è un punto a favore della tesi portata avanti dal presidente della Ingest, Vittorio Digrazio, che ha sin dall’inizio respinto le accuse rivolte alla tifoseria montese dall’atleta italo-nigeriana. La gara Montescaglioso-Mesagne, terminata 3-1 a favore della squadra lucana, è stata diretta dalle potentine Beatice Picerno e Loredana Di Nicola.  Il Giudice Unico Federale, avvocato Massimo Pettinelli, nel suo provvedimento diffuso nella tarda serata di mercoledì non ha potuto esprimersi sull’accaduto, girando la pratica agli inquirenti della Procura Federale. Nel dispositivo si fa riferimento alla denuncia da parte del Mesagne Volley, le cui atlete sarebbero state “oggetto di ripetuti cori razzisti e offensivi durante l’incontro”. Denuncia che non ha trovato riscontri nel rapporto arbitrale, fonte primaria di prova per il Giudice Unico in assenza anche dell’osservatore (non previsto per quella partita), figura che avrebbe potuto chiarire la divergenza tra quanto denunciato dal Mesagne, quanto scritto dagli arbitri e quanto dichiarato dalla società montese che ha respinto al mittente ogni addebito. Un’anomalia che lo stesso Giudice Unico dichiara “soprendente – si legge nel comunicato ufficiale – essendo dovere degli ufficiali di gara riportare fedelmente quanto accade durante gli incontri in virtù di tassativi principi normativi e deontologici”.  La Fipav quindi, attraverso il suo organo giudicante di primo grado, ha stabilito già che qualcuno ha preso un abbaglio: o la società del Mesagne nel denunciare, o gli arbitri nel non tener conto di un episodio che – nel caso fosse realmente accaduto – sarebbe sicuramente grave. La decisione è quella di trasmettere gli atti alla Procura Federale “per una doverosa e approfondita istruttoria”, trattandosi comunque di fatti – continuiamo a leggere – “che per la loro gravità impongono una adeguata indagine cognitiva per le riflesse responsabilità personali”.  In effetti, a caldo la trentenne italo-nigeriana capitano della Off Mesagne aveva dichiarato nell’immediato dopogara: «il mio errore è stato quello di non andare dagli arbitri per esporre il nostro disagio, forse se lo avessi fatto i ragazzi sarebbero stati allontanati». Netta la presa di posizione della società montese: «a questo punto andrebbero accusati di razzismo anche gli arbitri che hanno chiuso un occhio – attacca il presidente Digrazio – è evidente che si è perso il controllo della situazione e la Fipav vuole giustamente fare chiarezza a tutela anche dei suoi ufficiali di gara. In tribuna erano presenti ben tre assessori della giunta comunale di Montescaglioso e nessuno di loro ha sentito alcun tipo di insulto razzista nei confronti delle nostre avversarie, anche quando la partita si è accesa agonisticamente sul finire del quarto set. Quello che più mi dispiace – conclude il massimo dirigente – è la campagna mediatica nazionale che si è scatenata contro di noi, attribuendo a Montescaglioso l’etichetta di città razzista che non assolutamente non ci appartiene». Eppure, sull’onda emotiva di quanto dichiarato dall’atleta, l’eco mediatica è stata notevole. «Mi è dispiaciuto leggere le parole del Ct della Nazionale azzurra Berruto e del Governatore pugliese Vendola – conclude Digrazio – che si sono espressi senza avere reale cognizione di quanto accaduto, speriamo si arrivi nel migliore dei modi alla conclusione di una vicenda che comunque potrebbe spingerci a tutelare la nostra immagine nelle sedi opportune». Il caso sbarca intanto anche in Parlamento: il deputato di Sel Toni Matarrelli, originario di Mesagne, ha infatti preannunciato un’interrogazione al ministro dello Sport Graziano Delrio. 
Twitter @pietroscogna

Arriva addirittura in Parlamento il caso di Nneka Arinze, capitano del Mesagne Volley che dopo la partita giocata e persa domenica scorsa a Montescaglioso ha denunciato di essere stata oggetto di insulti razzisti dalla tifoseria locale. Il deputato di Sel Toni Matarrelli, originario proprio di Mesagne, ha infatti promesso di interessare alla questione il Ministro con delega allo sport, Graziano Delrio, mediante un’interrogazione. 

Ma, nell’analisi di un caso che si sta rivelando complesso, va tenuto presente che nel referto arbitrale della partita incriminata non c’è traccia di quanto raccontato dall’atleta.  E’ quanto emerge dal comunicato del giudice sportivo della Federvolley, che però gira la pratica nelle mani della Procura federale non potendo non tener conto di quanto segnalato dalla società pugliese. Nella sostanza, però, l’assenza di riferimenti alle offese razziste nel report dei direttori di gara è un punto a favore della tesi portata avanti dal presidente della Ingest, Vittorio Digrazio, che ha sin dall’inizio respinto le accuse rivolte alla tifoseria montese dalla giocatrice italo-nigeriana. 

La gara Montescaglioso-Mesagne, terminata 3-1 a favore delle lucane, è stata diretta dalle potentine Beatice Picerno e Loredana Di Nicola.  Il Giudice Unico Federale, l’avvocato Massimo Pettinelli, nel suo provvedimento diffuso nella tarda serata di mercoledì non ha potuto esprimersi sull’accaduto, girando la pratica agli inquirenti della Procura Federale che si muoveranno d’ufficio. Nel dispositivo si fa riferimento alla denuncia da parte del Mesagne Volley, le cui atlete sarebbero state “oggetto di ripetuti cori razzisti e offensivi durante l’incontro”. Denuncia che non ha trovato riscontri nel rapporto arbitrale, fonte primaria di prova per il Giudice Unico in assenza anche dell’osservatore (non previsto per quella partita), figura che avrebbe potuto chiarire la divergenza tra quanto denunciato dal Mesagne, quanto scritto dagli arbitri e quanto dichiarato dalla società montese che ha respinto al mittente ogni addebito. 

Un’anomalia che lo stesso Giudice Unico dichiara “soprendente – si legge nel comunicato ufficiale – essendo dovere degli ufficiali di gara riportare fedelmente quanto accade durante gli incontri in virtù di tassativi principi normativi e deontologici”.  La Fipav quindi, attraverso il suo organo giudicante di primo grado, ha stabilito già che qualcuno ha preso un abbaglio: o la società del Mesagne nel denunciare, o gli arbitri nel non tener conto di un episodio che – nel caso fosse realmente accaduto – sarebbe sicuramente grave. La decisione è quella di trasmettere gli atti alla Procura Federale “per una doverosa e approfondita istruttoria”, trattandosi comunque di fatti – continuiamo a leggere – “che per la loro gravità impongono una adeguata indagine cognitiva per le riflesse responsabilità personali”.  

In effetti, la trentenne schiacciatrice della Off Mesagne aveva dichiarato nell’immediato dopogara: «il mio errore è stato quello di non andare dagli arbitri per esporre il nostro disagio, forse, se lo avessi fatto, i ragazzi sarebbero stati allontanati». Netta, in ogni caso, la presa di posizione della società montese: «a questo punto andrebbero accusati di razzismo anche gli arbitri che hanno chiuso un occhio – attacca il presidente Digrazio – è evidente che si è perso il controllo della situazione e la Fipav vuole giustamente fare chiarezza a tutela anche dei suoi ufficiali di gara. In tribuna erano presenti ben tre assessori della giunta comunale di Montescaglioso e nessuno di loro ha sentito alcun tipo di insulto razzista nei confronti delle nostre avversarie, anche quando la partita si è accesa agonisticamente sul finire del quarto set. Quello che più mi dispiace è la campagna mediatica nazionale che si è scatenata contro di noi, attribuendo a Montescaglioso l’etichetta di città razzista che non assolutamente non ci appartiene». 

Eppure, sull’onda emotiva di quanto dichiarato dall’atleta, l’eco mediatica è stata notevole. «Mi è dispiaciuto leggere le parole del Ct della Nazionale azzurra Berruto e del Governatore pugliese Vendola – conclude Digrazio – che si sono espressi senza avere reale cognizione di quanto accaduto, speriamo si arrivi nel migliore dei modi alla conclusione di una vicenda che comunque potrebbe spingerci a tutelare la nostra immagine nelle sedi opportune». 

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