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Il venezuelano Vincenzo Nacci
Da Potenza per approdare a Caracas

Basilicata

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Dalla Basilicata al Venezuela. E’ questo il tragitto che il tecnico Vincenzo Nacci dovrà effettuare per rispondere alla chiamata della Nazionale sudamericana.
Così il tecnico della Virtus Potenza dovrà interrompere il suo impegno con i leoni rossoblu per iniziare questa nuova avventura.

Davvero una bella soddisfazione per l’allenatore che è partito dalla sua Ostuni per girovagare sui campi di volley di gran parte del Sud Italia: le esperienze a Corigliano e Taranto hanno fatto da “aperitivo” a quella di Matera che lo ha consacrato nel ruolo di capo allenatore con una salvezza, quella con la Coserplast, che ha avuto quasi un qualcosa di miracoloso.

Ed è probabilmente proprio questa esperienza nella città dei Sassi, e anche il buon lavoro svolto  quest’anno a Potenza, ad avergli aperto le porte della Nazionale venezuelana. Anche perchè Nacci a Matera ha avuto modo di lavorare con l’attuale capitano della formazione sudamericana, ovvero l’opposto Kervin Pineua. Il martello ex Pallavolo Matera, con molta probabilità, ha  “messo una buona parola” con la federazione venezuelana al momento della scelta di Vincenzo Nacci.

Adesso non resta che tuffarsi in questa avventura e Nacci lo saprà fare come è nel suo stile, ovvero con tanto lavoro in palestra che, alla lunga, porta sempre risultati. Ma prima di raggiungere Caracas (la partenza è prevista per la fine del mese di aprile) c’è da risolvere il rapporto tra il tecnico pugliese e la società del capoluogo lucano: «La settimana prossima - spiega Vincenzo Nacci - incontrerò il presidente Donato Mancino». Questo incontro servirà per ratificare la rescissione consensuale tra le due parti che libererà il tecnico in modo da porter raggiungere il Venezuela e iniziare il suo lavoro con quella he sarà la sua nuova squadra. La Virtus Potenza, dal canto suo, ha già salutato il coach, augurando un “in bocca al lupo” dalla pagina Facebook della squadra rossoblu.

Adesso, quindi, inizia una nuova parentesi della carriera da allenatore di Nacci: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il compleanno di Josè Matheus. L’ho chiamato per fargli gli auguri e l’ho “minacciato” di convocarlo per i prossimi Mondiali. Ovviamente Josè è scoppiato a ridere». Questo è il primo aneddoto di Nacci da allenatore della Nazionale venezuelana. Ma aneddoti e scherzi a parte è arrivato il momento di iniziare a pensare al Mondiale che verrà: «Innanzitutto - racconta Nacci, da noi raggiunto telefonicamente - questa per me è una grande avventura. Una bella esperienza di vita e soprattutto professionale. La chiamata da parte della Nazionale venezuelana mi responsabilizza al massimo. Mi troverò a lavorare dall’altra parte del mondo, in un altro continente, dove probabilmente  si vive tutta un’altra realtà, con una diversa mentalità.

Da parte mia porterò in Venezuela il mio modo di essere e di lavorare, ovvero il lavoro in palestra, perchè questo è il modo in cui so interpretare, al meglio, la pallavolo. Ho sempre cercato di mettere le mie idee di lavoro e dedizione al primo posto, in ogni esperienza lavorativa e anche in questo caso sarà così».
Nacci si troverà proiettato in una realtà differente e dovrà affrontare una pallavolo un po’ diversa, quella delle nazionali. Il suo girone ai Mondiali di Polonia, o meglio quello del Venezuela, è formato da Argentina, Serbia, Australia, Camerun e proprio i padroni di casa della Polonia.

«La nostra prima partita - spiega il tecnico che nelle due  ultime stagione ha fatto gioire i tifosi della Basilicata, sulle due sponde - sarà contro l’Argentina. Fino a quel momento avremo lavorato molto. La federazione venezuelana al momento mi ha chiesto di continuare a lavorare su questo gruppo giovane che ha conquistato la qualificazione ai mondiali. E’ un gruppo che ha ancora margini di miglioramento».

Il Venezuela è la terza forza del continente sudamericano e dispone di una nazionale di buon valore con alcuni elementi di livello internazionale come Ernardo “Harry” Gomez, Luis Diaz, Andy Rojas, Ivan “La Bomba” Marquez, Fredy Cedeno e Charles Thomas Ereu Tejeda, senza dimenticare il materano di adozione Kervin Pinerua. Sarà questa l’ossatura su cui Nacci dovrà lavorare per creare la “sua” Nazionale.

Il cammino è tracciato. Adesso sta a Nacci conquistarsi, ancora di più, la ribalta mondiale. Noi gli possiamo solo augurare il meglio.
a.mutasci@luedi.it

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