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Sei squilli per il Potenza
che si guadagna il primo derby

Basilicata

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GROTTAGLIE 0
POTENZA 6

GROTTAGLIE (4-5-1) Anastasia; Buongiorno, Granieri M., De Roma, Vitale; Perlangeli (25’st Vestita), Lanzillotti (42’st De Giorgio), Cazzolla (14’st Andriani), Collocola, Ingenito; Facecchia. A disp. Spina, Cava, Basile, D’Amicis, Calabrese, Galeandro.
POTENZA (3-5-2) Patania; Lolaico, Melis (9’st Canale), Posillipo; Akuku, Viola, Cianni (23’st Savoia), Basso, Di Lucchio, Palumbo (7’st Pellegrino), Di Senso. A disp. Terbeshi. All. Giacomarro
ARBITRO Loprete di Catanzaro (Catamo – Trillo)
RETI 28’ e 36’pt Di Senso, 40’pt Viola, 45’pt e 5’st Palumbo, 19’st Canale
NOTE Ammoniti: Palumbo, Posillipo. Angoli: 1-5. Recupero: 1’pt, 3’st. Spettatori 300 circa con rappresentanza ospite.

POCO più di un allenamento, utile però a mettere minuti nelle gambe e a consolidare un’identità di gioco che ad agosto è già riconoscibile. Il Potenza supera in scioltezza il giovanissimo Grottaglie (0-6) e si guadagna tra sette giorni il primo derby stagionale a Francavilla. Al Fittipaldi ci sarà in palio la qualificazione al secondo turno del tabellone principale, ma soprattutto - ed è ciò che interessa di più – si potrà testare lo stato di forma in ottica campionato. La testa infatti è già a Bisceglie, per il durissimo esordio del 7 settembre, quando si spera di avere anche la squadra al completo tra mercato e recupero degli indisponibili. 

Nel frattempo, chi già c’è sta facendo il suo dovere. In assenza di Barillari, esterno sinistro titolare rimasto fuori in attesa di perfezionare il tesseramento, Giacomarro fa esperimenti: Akuku scala alto a destra per lasciare il posto in difesa a Lolaico, schierato nella posizione per lui più naturale. Mancano anche lo squalificato Marini e l’infortunato Bartolini. Il Grottaglie, senza nemmeno un allenatore in panchina, ci mette la grande buona volontà di nove undicesimi under, nessuno con significativa esperienza nella categoria. I padroni di casa si dispongono in un ordinato 4-5-1 che fa massa in mezzo al campo cercando di ostacolare il fraseggio stretto al quale il Potenza non rinuncia mai. Questo è il diktat del tecnico siciliano, che non vuole mai veder buttare un pallone anche quando si tratta di far partire l’azione dalla propria area. 

Il Potenza ci mette mezz’ora per carburare, con la manovra che diventa sempre più fluida con il passare dei minuti. Le prime occasioni arrivano da schemi a palla ferma, con Basso e Melis che non centrano la porta in soluzione acrobatica. Per stappare la partita ci vuole la prodezza confezionata sull’asse Cianni-Di Senso: il lancio del play è illuminante, la freddezza e la precisione dell’attaccante nel colpo di testa completano l’opera. Un soffio di vento che spazza via il castello di carte costruito dal Grottaglie, che smette di avere voce in capitolo, complice anche il non irreprensibile portiere Anastasia. L’estremo difensore di casa ha sulla coscienza il secondo e il terzo gol rossoblù. Sul raddoppio, firmato ancora da Di Senso, si lascia sfuggire dalle mani la botta centrale di Palumbo agevolando la ribattuta a rete. Poco dopo sul tiro centrale di Viola, da fuori area, stramazza al suolo senza opporre resistenza alla traiettoria centrale. 

Sullo 0-3 il passaggio del turno è già in ghiaccio e Giacomarro continua a provare soluzioni alternative. Gli esterni si scambiano la fascia e Akuku, da sinistra, si inventa un’improbabile (ma ben riuscita) rabona mandando in porta Palumbo. All’intervallo il Potenza ha già servito il poker. La ripresa inizia con gli stessi 22 in campo e il Potenza va ancora in gol: è sempre Cianni ad innescare Palumbo per la doppietta personale e i due esultano forse anche esageratamente, scatenando qualche protesta del pubblico di casa che invoca pietà. Ma l’abbraccio tra i due non è certo per schernire l’avversario, vuole solo celebrare la riuscita di uno schema provato e riprovato in allenamento. Piccole soddisfazioni che gratificano il lavoro. Giacomarro a questo punto mischia le carte inserendo gli under Pellegrino e Canale. Proprio l’ex Latina si guadagna il rigore con un’azione personale da sinistra e come premio va dal dischetto, realizzando lo 0-6 dopo la respinta del portiere. Troppo facile, certo, ma era la classica giornata in cui c’era tutto da perdere. Bene così. 

Twitter @pietroscogna

 

 

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