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Il grido del Matera: «Fateci operare». L’assessore Amenta: «Il club è patrimonio della città. Massima disponibilità»

Basilicata
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di ANTONIO MUTASCI

MATERA - «L’esempio più eclatante è quello dello stand per le maglie del Matera Calcio legate alla Festa del 2 Lugio: prima ci autorizzano lo stand in via Ridola e poi revocano l’autorizzazione, spostandoci in una zona meno centrale». 
Parole e musica di Pino Iodice, direttore generale del Matera che ieri, dopo un nuovo intoppo, sbotta e cerca di far sentire la sua voce e quella del Matera Calcio. 
«L’immobilismo di questa amministrazione è spaventoso»,  continua Iodice. «Non sono certo un novizio, quindi conosco bene e capisco che c’è una burocrazia da rispettare e una gerarchia a cui fare conto, ma quello che come Matera Calcio chiediamo è di tendere una mano verso una società che, attraverso le sue iniziative, vuole aggiungere lustro alla città. Invece purtroppo molti dei nostri appelli non sono stati presi in considerazione. Ho chiesto di poter interloquire con i gestori del campo di Borgo La Martella (presto andrà a bando, ndr) per poter anche ipotizzare un investimento da parte nostra e non ho avuto risposta. Ho chiesto di incontrare il sindaco per individuare insieme un’area comunale dove poter realizzare una cittadella dello sport e ancora sono in attesa. Per non parlare - aggiunge carne sul fuoco Iodice - dell’assurdo prezzo che ci hanno chiesto come tassa di affissione dei manifesti per la campagna abbonamenti, cifre alte che non vengono incontro ad una società il cui patron, Saverio Columella,  investe, facendo ricadere i benefici su tutta la città. Dello stand  promozionale ho già detto. Tutte queste sono situazioni ostruzionistiche che impediscono il regolare svolgimento delle nostre attività. E non solo. Non riuscendo a trovare strutture alternative al “XXI Settembre - Franco Salerno”, e mi riferisco anche a palestre comunali attrezzate per svolgere attività complementari a quelle del puro allenamento (inteso quello sul campo di calcio), stiamo avendo anche difficoltà a trovare accordi con allenatori di un certo profilo. La prima domanda che riceviamo dagli allenatori è: dove si può lavorare oltre al “XXI Settembre - Franco Salerno”? Questo ostrascismo non ci aiuta affatto. 
In un mese - chiude Iodice - di lavoro qui a Matera ho fatto davvero tanta fatica. Spero che d’ora in avanti ci sia maggiore collaborazione. Perchè il Matera svolge anche una funzione sociale. Se vogliamo togliere i ragazzi dalla strada dobbiamo avere delle strutture dove accoglierli e soprattutto mezzi con cui farli crescere, anche tecnicamente, per avere un domani dei calciatori di Matera nella squadra della città». 
Parole chiare, dirette e forse anche dure. Ma con il sentimento di chi vuole lavorare e in questo momento non riesce a farlo al meglio. Un grido d’allarme lanciato verso un’amministrazione che però si dice aperta e disponibile, come si evince dalla dichiarazione dell’assessore Massimiliano Amenta, raggiunto telefonicamente proprio su questo argomento: «Il Matera Calcio è un patrimonio della città e come tale va tutelato. Per questo motivo - spiega Amenta - in questo periodo abbiamo raccolto le esigenze del Matera Calcio. Siamo sempre disponibili a dare il massimo e lo faremp con il totale impegno, per quanto ci concerne». 
La speranza, adesso, è che il grido lanciato da Iodice arrivi non solo all’orecchio dell’assessore Amenta, ma anche e soprattutto a quello del sindaco Raffaello De Ruggieri.  

QUESTIONE ALLENATORE Che  intreccio quello per per mister Auteri. Nella mattinata di ieri era circolata una voce che voleva Vigorito nuovamente al timone del Benevento, il che portava Auteri ancora alla guida dello Stregone. Nella serata di ieri, invece, proprio Vigorito ha smentito tale notizia e di conseguenza Auteri è ancora un allenatore libero e quindi ancora tra i papabili per la panchina del Matera. Solo il tempo sarà galantuomo e chiarirà tutte le posizioni. Intanto i tifosi biancazzurri sperano nel ritorno di Auteri. 

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