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«Sono convinto che sia stato un ordine di Dio» concluse.
«Vuole dire che ha ritrovato la fede» disse Abrenuncio.
 «Non si smette mai di credere del tutto» disse il marchese. «Il dubbio persiste»
(Gabriel Garcia Marquez – Dell’amore e di altri demoni)

Per me le Congreghe sono Aldo e Teresa, i miei nonni. Ai tempi belli già pronti alle quattro e mezzo del mattino, il nonno elegante come sempre e la nonna con il suo rossetto (lo so – mi diceva – è venerdì santo, ma il Signore perdonerà questa piccola vanità, senza non mi sento io). 

Bisognava fare in fretta che l’Addolorata era la prima a uscire e poi c’era la gara con gli amici, l’ultimo che arrivava pagava la colazione a tutti. La rivalità era particolarmente accesa con l’avvocato Alfonso Guglielmini, l’unico che continuava a chiamare mio nonno “Carrarmato” soprannome affibbiatogli sui campi da calcio, oggi sarebbe un “fabbricatore”, e l’unico a cui non rispondeva con una battuta salace delle sue quando il nonno lo apostrofava dicedondogli:  “Scarso di latte“. Era l’unica occasione in cui il nonno ci metteva fretta. Bisognava essere puntuali, anzi in anticipo. “La croce non aspetta a voi“.

 Per quelli di noi ritardatari l’appuntamento era da Tagliaferri, verso le sei e mezzo. Qui la famiglia si riuniva, c’eravamo praticamente tutti. Camminavamo a falange fino al Cozzo. Eravamo forti, eravamo uniti. 

“Sono stati, i miei peccati Gesù mio, perdon pietà”. Il nonno non ci faceva mancare le tocchete. Le facevamo girare fino allo sfinimento. L’amore per i nonni teneva salde le radici.

 “Il cuore ha più stanze di un casino”, diceva Gabriel Garcia Marquez, morto ieri dopo anni in balia dell’alzheimer, potrà sembrare una citazione forte oggi giorno di Passione e Penitenza, eppure calzante più che mai. Ora che i nonni vanno lentamente svanendo persi nel buio della loro mente, eppure ancora così saldamente legati alla vita, a noi. Oggi che io alle Congreghe non ci vado più per non morirmi di malinconia. 

Oggi che so dovrei tornare ad affrontarla quella strada, quei ricordi, quella felicità di un tempo. 

 

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