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Il carnevale che fa paura

Calabria
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
2 minuti 54 secondi

R. GANGI & T. ACETO

Giornaliste, mamme, amiche e dispensatrici di consigli in ordine sparso. Completamente fuori dai luoghi comuni, niente tacchi, poco trucco, pessime cuoche, non mettono a letto i figli causa orari di lavoro impossibili.

Siamo in pieno carnevale. Mascherine che sfilano per la città e ahinoi per i centri commerciali. Eppure questa festa del travestimento non fa impazzire tutti i bambini anzi in alcuni crea anche delle situazioni di disagio. Lo  dice anche uno degli psicologi infantili dell'ospedale Bambin Gesù di Roma. 

In effetti ci sono tanti bambini che hanno paura dei travestimenti. Dei pagliacci, dei trapolieri. Per non parlare di quelli che hanno paura addirittura delle bambole. Sarà capitato a molti genitori andare al circo o a una festa di artisti di strada e vedere i figli piangere o nascondersi davanti a una persona “mascherata”.
I bambini soprattutto quelli piccoli non riescono a capire il confine che c'è tra realtà e finzione. “Occorre essere certi – dice la psicologa Simonetta Gentile – che il bambino possa comprendere il gioco di assumere una identità temporanea diversa dalla propria in un contesto in cui tutti sanno che si sta fingendo, in spazi e tempi ben definiti”. 
I nostri bambini si sono sempre rifiutati di indossare la maschera sul viso, non volevano perdere la loro identità.
Il carnevale può diventare un gioco e un momento di condivisione se si realizzano le maschere insieme. Anche le mamme che lavorano potrebbero fare uno sforzo ed evitare di acquistare un vestito già confezionato e proposto magari a chi proprio non ha voglia di travestirsi. E' inutile far soffrire un bambino. Niente forzatura e più spazio alla creatività, alla voglia di divertirsi “a modo proprio”. Bisogna ricordarsi che quella della paura è una fase necessaria a difenderli da ciò che non comprendono. 
Raccontateci le vostre esperienze sul carnevale e il rapporto dei vostri figli con le maschere.
Se volete potete inviarci anche una foto dei vostri bambini.

Siamo in pieno carnevale. Mascherine che sfilano per la città e ahinoi per i centri commerciali. Eppure questa festa del travestimento non fa impazzire tutti i bambini anzi in alcuni crea anche delle situazioni di disagio. Lo  dice anche uno degli psicologi infantili dell'ospedale Bambin Gesù di Roma. In effetti ci sono tanti bambini che hanno paura dei travestimenti. Dei pagliacci, dei trampolieri. Per non parlare di quelli che hanno paura addirittura delle bambole. Sarà capitato a molti genitori andare al circo o a una festa di artisti di strada e vedere i figli piangere o nascondersi davanti a una persona “mascherata”. I bambini soprattutto quelli piccoli non riescono a capire il confine che c'è tra realtà e finzione. “Occorre essere certi – dice la psicologa Simonetta Gentile – che il bambino possa comprendere il gioco di assumere una identità temporanea diversa dalla propria in un contesto in cui tutti sanno che si sta fingendo, in spazi e tempi ben definiti”. I nostri bambini si sono sempre rifiutati di indossare la maschera sul viso, non volevano perdere la loro identità. 

 

Il carnevale può diventare un gioco e un momento di condivisione se si realizzano le maschere insieme. Anche le mamme che lavorano potrebbero fare uno sforzo ed evitare di acquistare un vestito già confezionato e proposto magari a chi proprio non ha voglia di travestirsi. E' inutile far soffrire un bambino. Niente forzature e più spazio alla creatività, alla voglia di divertirsi “a modo proprio”. Bisogna ricordarsi che quella della paura è una fase necessaria a difenderli da ciò che non comprendono. 

 

Raccontateci le vostre esperienze sul carnevale e il rapporto dei vostri figli con le maschere.

Se volete potete inviarci anche una foto dei vostri bambini all'indirizzo ilquotidiano.weekend@finedit.com

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