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Gattuso e Forciniti in lista per Silvio?

Calabria

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Puntualmente, come un orologio svizzero, quando arrivano le elezioni si va a caccia del 
candidato famoso. Sportivo, artista, intellettuale. Non importa, purché abbia la sua griffe. 
Anche se oggi non c’è  l’intensità di una volta. 
Stefano Tacconi, portiere della Juve e della Nazionale, prese 57 voti. 
Nonostante ciò oggi Silvio Berlusconi va caccia di candidati famosi. Meglio se giovani e 
telegenici. Così nella sua checklist pare abbia messo Gennaro Gattuso e Rosalba Forciniti. 
Due glorie dello sport calabrese che il Cavaliere vedrebbe bene come alfieri azzurri. 
Ammesso che Ringo e la judoka  accettino l’idea. 
I precedenti fortunati sono pochi. Gianni Rivera, Pietro Mennea, Manuela Di Centa, tanto per 
dire. 
Nel 1996, Massimo Mauro, che giocò con Zico nell’Udinese, con Platinì nella Juventus, con 
Maradona nel Napoli e con Palanca nel Catanzaro, venne candidato dai progressisti nel 
collegio di Catanzaro facendosi cinque anni a Montecitorio. Non lasciò traccia, a dire il 
vero. Poi continuò in tono minore come consigliere comunale di Torino con il Pd.
Insomma, politica e sport non vanno sempre d’accordo.
Clemente Mastella, per esempio, improvvisò anni fa una campagna elettorale sugli spalti 
inondando lo stadio di volantini offrendo a Paolo Cannavaro l’offerta di una poltrona di 
assessore allo sport. Ma fu un flop.

Puntualmente, come un orologio svizzero, quando arrivano le elezioni si va a caccia del candidato famoso. Sportivo, artista, intellettuale. Non importa, purché abbia la sua griffe. 
Anche se oggi non c’è  l’intensità di una volta. Stefano Tacconi, portiere della Juve e della Nazionale, prese 57 voti. Nonostante ciò oggi Silvio Berlusconi va caccia di candidati famosi. Meglio se giovani e telegenici. Così nella sua checklist pare abbia messo Gennaro Gattuso e Rosalba Forciniti. Due glorie dello sport calabrese che il Cavaliere vedrebbe bene come alfieri azzurri. Ammesso che Ringo e la judoka  accettino l’idea. 
I precedenti fortunati sono pochi. Gianni Rivera, Pietro Mennea, Manuela Di Centa, tanto per dire. Nel 1996, Massimo Mauro, che giocò con Zico nell’Udinese, con Platini nella Juventus, con Maradona nel Napoli e con Palanca nel Catanzaro, venne candidato dai progressisti nel collegio di Catanzaro facendosi cinque anni a Montecitorio. Non lasciò traccia, a dire il vero. Poi continuò in tono minore come consigliere comunale di Torino con il Pd.
Insomma, politica e sport non vanno sempre d’accordo. Clemente Mastella, per esempio, improvvisò anni fa una campagna elettorale sugli spalti inondando lo stadio di volantini offrendo a Paolo Cannavaro una poltrona di assessore allo sport. Ma fu un flop.

 

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