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Tempo di vacanze e i bambini al Grest giocano con i filosofi

Calabria

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DEMETRIO GUZZARDI

Nato a Cariati il 10 ottobre 1959, con la sua famiglia e' venuto ad abitare a Cosenza nel 1967 e da allora vive in via degli Stadi. Dopo gli studi al Magistrale n.

A Santa Teresa, a Loreto, a Serra Spiga (ed in altre realtà) le parrocchie cittadine danno vita al Grest (il Gruppo Estivo), un grande gesto educativo dove per 2 o 3 settimane si organizzano attività per i più piccoli, con un particolare che merita grande attenzione… gli animatori, giovanissimi dai 15 anni un su, hanno la “responsabilità” di guidare i partecipanti nei vari giochi, nei canti e nei balli. Naturalmente non manca il coinvolgimento di qualche adulto e di alcuni genitori. Venerdì 29 giugno si è concluso il Grest di Serra Spiga con una grande festa finale, in cui sono state mostrate alle mamme e ai papà le opere dei laboratori realizzati dai ragazzi. Quest’anno poi il “cantastorie” ha presentato i filosofi presocratici in tema con il titolo dato al Grest 2012 “Le meraviglie del creato” e i quattro elementi che hanno fatto da sfondo a tutta l’iniziativa: acqua, aria, terra e fuoco.
Riporto un commento apparso su facebook a proposito della filosofia for children: «Venerdì pomeriggio ho assistito ad una performance interessantissima nel quartiere di Serra Spiga di Cosenza, a cura della locale parrocchia, al culmine delle attività del Grest, sostenute anche da qualificati laici legati alla chiesa, uno di loro, chiamato “il cantastorie”, ha spiegato e rappresentato con personaggi in costume il pensiero filosofico greco, in particolare la schiera dei presocratici che hanno tracciato le linee guida di cui si è nutrito il pensiero moderno. Mi è piaciuto l'approccio colto e allo stesso tempo popolare al crogiolo da cui nascono le moderne scienze, anche scienze sociali. 
La filosofia come un gioco, come porsi delle domande, come dialettica e dialogo come processo evolutivo del pensiero umano. Peccato che di questi eventi se ne svolgano pochi nei nostri quartieri, nei nostri paesi e nelle nostre città; certo non è facile organizzarli, ma lasciano un segno nelle coscienze e preparano il futuro delle nuove generazioni».
Proprio così i nostri ragazzi hanno bisogno di questi luoghi di aggregazione.
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