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Se il Comune sceglie le mura storiche per far attaccare manifesti elettorali

Calabria

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DEMETRIO GUZZARDI

Nato a Cariati il 10 ottobre 1959, con la sua famiglia e' venuto ad abitare a Cosenza nel 1967 e da allora vive in via degli Stadi. Dopo gli studi al Magistrale n.

 

C’è una legge che “impone” ai capoluoghi di provincia di predisporre in occasioni delle consultazioni elettorali «almeno 20 e non più di 50» spazi gratuiti per la pubblicità elettorale. Da molto tempo eravamo abituati a vedere gli operai comunali che installavano in punti strategici della città tabelloni (prima di legno, e da qualche anno in alluminio) per l’affissione dei manifesti elettorali. E fin qui nulla di strano. La cosa che vorrei portare all’attenzione dei lettori del mio blog è che ho notato che in molte mura del nostro amato centro storico sono stati pitturati con colore bianco gli spazi per i partiti e i movimenti politici. È difficilissimo però (quasi impossibile) a chiunque attaccare con la colla sui quei muri i famigerati 70x100 multicolor con i faccioni dei politici o come si usa fare quest’anno solo con il simbolo da votare.
La cosa più grave è stato quello di scegliere anche il muro di Palazzo Persiani, un antico edificio storico privato, che è ubicato subito dopo Palazzo Arnone. Nella foto di Alfredo Salzano si può chiaramente vedere che il muro non è stato “prestato” ai tabelloni elettorali, ma imbrattato solo per arrivare alla predisposizione dei 50 spazi per le affissioni gratuite previsti dalla legge. 

C’è una legge che “impone” ai capoluoghi di provincia di predisporre in occasioni delle consultazioni elettorali «almeno 20 e non più di 50» spazi gratuiti per la pubblicità elettorale. Da molto tempo eravamo abituati a vedere gli operai comunali che installavano in punti strategici della città tabelloni (prima di legno, e da qualche anno in alluminio) per l’affissione dei manifesti elettorali. E fin qui nulla di strano. 

 

La cosa che vorrei portare all’attenzione dei lettori del mio blog è che ho notato che in molte mura del nostro amato centro storico sono stati pitturati con colore bianco gli spazi per i partiti e i movimenti politici. È difficilissimo però (quasi impossibile) a chiunque attaccare con la colla sui quei muri i famigerati 70x100 multicolor con i faccioni dei politici o, come si usa fare quest’anno, solo con il simbolo da votare. Ma la cosa più grave è stata quello di scegliere anche il muro di Palazzo Persiani, un antico edificio storico privato, che è ubicato subito dopo Palazzo Arnone. Nella foto di Alfredo Salzano si può chiaramente vedere che il muro non è stato “prestato” ai tabelloni elettorali, ma imbrattato solo per arrivare alla predisposizione dei 50 spazi per le affissioni gratuite previsti dalla legge. 

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