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Le statue "mobili"

Calabria

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DEMETRIO GUZZARDI

Nato a Cariati il 10 ottobre 1959, con la sua famiglia e' venuto ad abitare a Cosenza nel 1967 e da allora vive in via degli Stadi. Dopo gli studi al Magistrale n.

Ormai è risaputo, nella mia città le statue sono mobili, nel senso che cambiano spesso posizionamento.
Non c’è opera all’aperto che non abbia subito questa sorte. Dalla fontana di Giugno inizialmente in piazza Piccola e poi spostata all’inizio della spianata del Carmine (l’attuale corso Mazzini) a quella di Bernardino Telesio (opera di Achille D’Orsi che il prossimo anno festeggia i 100 anni), che posizionata in piazza XV Marzo (davanti la Prefettura) “scese” anch’essa al Carmine, per poi risalire nuovamente davanti al Rendano. Pure la Madonnina di piazza Loreto, opera del senatore a vita Pietro Canonica, ha avuto i suoi problemi prima di essere collocata ed anche successivamente.
Di pochi anni fa lo spostamento delle Colombe della pace di Cesare Baccelli da piazza Kennedy a viale Parco (c’è anche un nutrito gruppo su Facebook che ne chiede il ritorno nell’originaria piazza). È di questi giorni, per l’apertura del cantiere a piazza Bilotti (o piazza Fera) dello spostamento delle statue “bidimensionali” dello scultore siciliano Pietro Consagra dei 4 Paracarri e della Bifrontale in via Arabia a coronamento delle fontane musicali.
In un clima di grande mobilità, Cosenza si candida a capitale delle statue mobili: oggi son qua – domani non si sa.
Ma quando si parla di monumenti, specialmente in questo 2013 (a 70 anni dall’episodio) viene ancora in mente l’opera di Cesare Baccelli dedicata ai 5 bambini della Scuola elementare dello Spirito Santo, che furono vittime innocenti dei bombardamenti inglesi del 12 aprile 1943. La statua in ferro fu temporaneamente spostata per il rifacimento della piazza, ma non accuratamente sorvegliata ed è sparita nel nulla. Forse è il caso di riparlarne sia per onorare la memoria del maestro Baccelli, ma anche per ricordare quella triste pagina della nostra storia.

Ormai è risaputo, nella mia città le statue sono mobili, nel senso che cambiano spesso posizionamento.Non c’è opera all’aperto che non abbia subito questa sorte. Dalla fontana di Giugno inizialmente in piazza Piccola e poi spostata all’inizio della spianata del Carmine (l’attuale corso Mazzini) a quella di Bernardino Telesio (opera di Achille D’Orsi che il prossimo anno festeggia i 100 anni), che posizionata in piazza XV Marzo (davanti la Prefettura) “scese” anch’essa al Carmine, per poi risalire nuovamente davanti al Rendano. Pure la Madonnina di piazza Loreto, opera del senatore a vita Pietro Canonica, ha avuto i suoi problemi prima di essere collocata ed anche successivamente. Di pochi anni fa lo spostamento delle Colombe della pace di Cesare Baccelli da piazza Kennedy a viale Parco (c’è anche un nutrito gruppo su Facebook che ne chiede il ritorno nell’originaria piazza). 

È di questi giorni, per l’apertura del cantiere a piazza Bilotti (o piazza Fera) dello spostamento delle statue “bidimensionali” dello scultore siciliano Pietro Consagra dei 4 Paracarri e della Bifrontale in via Arabia a coronamento delle fontane musicali. In un clima di grande mobilità, Cosenza si candida a capitale delle statue mobili: oggi son qua – domani non si sa.

Ma quando si parla di monumenti, specialmente in questo 2013 (a 70 anni dall’episodio) viene ancora in mente l’opera di Cesare Baccelli dedicata ai 5 bambini della Scuola elementare dello Spirito Santo, che furono vittime innocenti dei bombardamenti inglesi del 12 aprile 1943. La statua in ferro fu temporaneamente spostata per il rifacimento della piazza, ma non accuratamente sorvegliata ed è sparita nel nulla. Forse è il caso di riparlarne sia per onorare la memoria del maestro Baccelli, ma anche per ricordare quella triste pagina della nostra storia.

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