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Piuttosto che clonarsi è meglio riflettere

Calabria

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2 minuti 38 secondi

DOMENICO TALIA

Domenico Talia, originario di Sant'Agata del Bianco, sulla costa jonica reggina, è docente di informatica all'Università della Calabria e ricercatore nell'area dei sistemi distribuiti e del data mining.

 

Di tanto in tanto, a causa di nuove scoperte compiute nel settore della genetica, si ritorna a parlare della clonazione umana. Un nuovo motivo per discutere della questione è venuto dalla pubblicazione di uno studio sulla prestigiosa rivista Cell, realizzato da un gruppo di scienziati della Oregon Health & Science University e dell’Oregon National Research Center, che partendo da cellule staminali della pelle, sono riusciti a creare, senza l’utilizzo di embrioni, cellule staminali embrionali, con tutte le potenzialità terapeutiche del caso.

Non è la prima volta che dalle cellule della pelle si arriva a produrre altri tessuti  o che si utilizzino delle staminali per ricreare altri organi. Ma qui si tratta della creazione di cellule embrionali, senza bisogno di fecondazione. Siamo in pratica alla base della clonazione. La tecnica che hanno utilizzato negli USA proviene da quella che quindici anni fa aveva portato alla nascita della pecora Dolly. La tecnica è stata definita come una variazione del metodo di trasferimento nucleare di cellule somatiche. Nei fatti hanno sostituito il nucleo di una cellula “uovo” non fecondata, con quello di una staminale adulta tratta dall’epidermide. La cellula ha poi così dato origine a staminali di tipo embrionale, quindi  in grado di trasformarsi in qualunque altro organo. Gli scienziati che hanno realizzato questa nuova tecnica si sono affrettati a precisare che sarà molto difficile che questa scoperta possa condurre alla clonazione riproduttiva dell’essere umano, ma in molti i dubbi restano sul fatto che in futuro qualcosa in questo senso si possa fare.

La teoria eliocentrica ha tolto l’uomo dal centro dell’Universo dove qualcuno pensava si dovesse necessariamente trovare e ha messo in crisi le religioni che ritenevano, ed ancora ritengono, che sia l’uomo il fine ultimo. Nel ragionare dell’identificazione di questo fine, non è un dettaglio far notare il fatto che le religioni siano state inventate dagli uomini.

Dopo lo "scossone" copernicano, un altro dato che relativizza il ruolo dell’uomo (inteso come essere) è quello che deriva dal funzionamento dei meccanismi di base della genetica. I geni si combinano per generare un nuovo essere secondo modalità e principi che l’uomo non può comandare e questi generano esseri umani che non necessariamente sono migliori dei loro generatori. Se l’essere umano è il fine perché non si riesce a governare la sua creazione? Finora è stato sempre così, ma un giorno le cose potrebbero cambiare, con possibili cambiamenti e rischi che oggi è difficile valutare per la enorme complessità che portano con sè. 

Certamente in questo campo bisogna muoversi con molta attenzione e la scienza ha responsabilità molto grandi. Speriamo che gli uomini non siano tentati a percorrere scorciatoie dovute a futuribili scoperte scientifiche. Piuttosto che sentirsi onnipotenti perché capaci di clonarsi, farebbero meglio a pensare come mai la loro creazione è basata sugli stessi meccanismi della creazione dei moscerini.

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