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L’innovazione italiana quest’anno passa da noi

Calabria

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DOMENICO TALIA

Domenico Talia, originario di Sant'Agata del Bianco, sulla costa jonica reggina, è docente di informatica all'Università della Calabria e ricercatore nell'area dei sistemi distribuiti e del data mining.

Fare innovazione nei contesti più refrattari e meno predisposti può essere considerata la sfida delle sfide. È un po’ come vendere ghiaccio agli eschimesi, anche se al polo il ghiaccio è la cosa di cui in assoluto hanno meno bisogno, mentre in Italia, e soprattutto al Sud, di innovazione vi è un bisogno enorme.

Fare innovazione dalle nostre parti non è per nulla facile e i motivi sono molti: manca il mercato locale, è molto scarso il sostegno, il contesto è conservatore e poco incline al rischio. Quindi per fare innovazione rischiando in proprio serve una certa dose di follia e/o d’incoscienza. Eppure le università, i centri di ricerca, i giovani imprenditori anche da noi stanno giocando la grande sfida dell’innovazione, lo fanno tra mille difficoltà e a volte riescono ad ottenere successi significativi. Anche se non molti conoscono questo mondo – i cantanti di X-Factor sembra “tirino” di più – ci sono tante realtà ed esperienze che meritano di essere segnalate.

Quest’anno l’innovazione, quella vera fatta di tante idee nuove, di tanti giovani preparati e coraggiosi, di tante menti che lavorano con impegno e passione, passerà dalla Calabria, esattamente da Rende, dall’Università della Calabria, dove quest’anno si terrà il 3-4 dicembre si terrà il Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), un evento che ormai da molti anni promuove e premia l’innovazione in ambito accademico e non solo. I progetti che saranno presentati sono oltre sessanta. Giovani ricercatori e innovatori arriveranno a Rende per aggiudicarsi la vittoria nella maggiore business competition italiana dopo aver vinto le selezioni locali in giro per la penisola. Chi passerà da Rende durante il PNI potrà sentire parlare di vasi biodegradabili, tecniche di eliminazione dei rifiuti plastici, biomateriali intelligenti, traduzione in voce della lingua dei segni, mammografi a microonde e molte altre idee che mostrano come il futuro può diventare realtà.

Naturalmente quasi nulla avviene per caso e il Premio Nazionale per l’Innovazione è arrivato all’UNICAL perché da Rende sono partite iniziative molto importanti di vera innovazione. Un Liaison Office universitario tra i primi in Italia, start-up che hanno vinto in passato il premio nazionale, l’incubatore Technest che stimola e sostiene spin-off e organizza continue iniziative di innovazione. In poche parole, un contesto vivo e un po’ folle che guarda al futuro anche se lo fa da una terra con tante difficoltà. Chi fa vera innovazione sa che è difficile innovare senza fallire qualche volta, ma soprattutto sa che ogni errore può trasformarsi in una migliore idea innovativa. Eventi come quello che tra qualche settimana sarà ospitato sulle colline di Arcavacata servono a mostrare che c’è un assoluto bisogno di innovazione e a Sud si può fare innovazione come si fa al Nord senza paure o autocommiserazioni. Anzi a Sud è necessario sfruttare le tante potenzialità esistenti per creare un’industria dell’innovazione realizzando un sistema di start-up e spin-off innovative costruite proprio sull’enorme capitale umano dei giovani.

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