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Morire di maggio

Calabria

Tempo di lettura: 
0 minuti 52 secondi

MITA BORGOGNO

Giornalista professionista. Polemicamente glam. Vanitosa con ironia. La trovate su Twitter, Fb, G+, Pinterest, ha un tumblr e anche un account su Storify. Vorrebbe raccontare storie. Le vostre e forse anche un po' la sua.

Avrei voluto scrivere qualcosa. Anzi avevo già il pezzo in testa. Tutto.
Avrei voluto scrivere di cosa vuol dire avere sedici anni.
Poi ho dato un'occhiata in giro. E ho letto. Parole, tante. Nessuna mi ha dato conforto. Nessuna mi è stata risolutiva.
Ho pensato sarebbe stato così anche per le mie. E ho provato un improvviso, violento, rigurgito di ripugnanza. Pudore. 
Me ne libero, scrivendo, solo questo. 
Ho scelto di vivere di parole e all'improvviso mi trovo a scegliere il silenzio.
Mi astengo da ipotesi, analisi, e giudizi. Mi tengo il dolore per i sedici anni schiantati. Falciati via.  
Lo ha reso in maniera perfetta il saccheggiato De Andrè. Ma è vero. Morire di maggio, ci vuole tanto troppo coraggio.
E' che io il paradiso lo immagino così.
Con la porta rivestita da mille papaveri rossi. 
Che ti facciano da veglia, Melissa. 

 

 

Allego il pezzo più onesto e spietato che ho letto. E' di Ciccio Ratti. 
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