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Tre, t’agg voluto bene, a ttè. Altro che #socialcare3!

Calabria

Tempo di lettura: 
4 minuti 4 secondi

MITA BORGOGNO

Giornalista professionista. Polemicamente glam. Vanitosa con ironia. La trovate su Twitter, Fb, G+, Pinterest, ha un tumblr e anche un account su Storify. Vorrebbe raccontare storie. Le vostre e forse anche un po' la sua.

A maggio scorso, con l’entusiasmo della necessità, ho abbracciato la
causa Tre. Contratto 400 minuti …. e telefono.
I primi mesi tutto bene, anzi meglio. I primi problemi (ma ini ini) a
Agosto (telefono mio non ti conosco) a Bisanzio. Niente linea 3g al
mare, solo traffico voce e sms, e il nulla totale in montagna dai
miei. Poco male, l’assenza di ferie mi ha costretta quasi sempre  tra
Castrolibero e Cosenza, dove la linea, quindi fastidi superabili.
A settembre cambio banca, nell’immediato chiamo la Tre per comunicare
le nuove coordinate. E’ il 25 settembre, la bolletta prossima è in
pagamento l’otto ottobre, l’operatore (gentilissimo) mi dice,
tranquilla è tutto a posto, nessun problema. Io, inguaribile
romantica, per un po’ dimentico la fine che ha fatto tranquillo.
Il 15 novembre alle 18.13, fulmine e baleno, mi arriva un sms Tre che
mi comunica: Il traffico in uscita è sospeso. Per info chiami il
Servizio Clienti, dall’estero da rete fissa +393933934077 (gratis
dalla sua usim nei paesi dove previsto)
Ovviamente mi allarmo, chiamo il 133, mi viene risposto che per
problemi tecnici sulla mia linea non è possibile inoltrare la
chiamata.
Il primo santo scende dal paradiso.
Cazzarola, capisco fermare il traffico in esterno, ma perché quello
(gratuito) verso il call center del servizio clienti? Per una serie di
situazioni non posso chiamare da rete fissa, né da un altro cellulare.
Chiedo quindi al mio fidanzato (fortunachecisei) Simone di  chiamare
lui  e cercare di capire cosa non va. Dopo avergli bofonchiato
qualcosa rispetto a problemi di fatturazione, gli dicono che per la
privacy non posso dargli altre informazioni. Sempre per la privacy
faccio chiamare mia madre. E’ femmina e sa quando e dove sono nata.
Per la Tre sono io. Almeno capisco cosa succede. Bolletta non pagata.
Quella di cui mi era arrivato l’estratto conto poche settimane fa.
Scende il secondo santo, lento lento
In tutto questo pazzesco giro di chiamate, con me al lavoro, si fa
tardi, sono nera e stanca, decido di rinviare al giorno dopo.
La mattina alle nove chiamo, con un numero wind (a pagamento, quindi)
il servizio clienti (tutto in minuscolo) Tre.
La voce registrata mi dice che ho una fattura in sospeso, come pagare
etc etc etc. Pago con carta credito, il sistema più immediato.
Alle 10.17 di giorno 16 mi arriva l’sms: La informiamo che la
transazione di pagamanento di euro…a favore di Tre è stata
autorizzata. Bene, mi dico a breve avrò tutto riavviato.
Femmina  innocente e ingenua che sono. Il giorno dopo, cioè oggi, alle
nove ancora il nulla.
Il terzo santo senza manco fiatare prende la rincorsa da solo a venir giù
Richiamo Tre da Wind. Dopo un tempo indefinito in cui San Pietro ha
iniziato a preoccuparsi per l’improvviso spopolamento dalle parti sue,
un gentile operatore mi dice: Ma perché non ci ha avvisati che aveva
pagato? A mammt, mi sale alle bocca. Mi avete mandato un messaggio che
la transazione era stata eseguita – dico, dolce come uno yogurt in
quarantena – chi avrei dovuto chiamare? E da dove, visto che anche le
chiamate verso il call center sono bloccate?. Silenzio, in sottofondo
sentivo suoi colleghi agitati “scusi signora” “non usi questo tono”
“mandi un fax”, poi un timido “le riattivo subito la linea”. Ci
vogliono più di venti minuti, in realtà. Alle 10, miracolo il telefono
funge. La prima chiamata è per il mio amato 133 (nel frangente Santa
Teresa d’Avila tenta di ritornare lì da dove l’avevo fatta scendere,
non la fermo, ne ho altri da scomodare). Prima di passarmi
l’operatore, un messaggio registrato mi rende edotta delle anomalie
nella fatturazione, chiedo lumi, chiedo come mai non era stato
registrato il passaggio di carta credito, quando mi era stato
assicurato che non c’erano problemi, mi viene risposto: E’ il sistema,
non è colpa nostra, neanche sua. Il tempo c’era. Il sistema ha
registrato tardi. Succede.
Al "succede", il Signore mi perdoni, ma il Paradiso è diventato un posto
molto freddo.
I Santi sono scesi a uno, uno. San Gennaro mi ha detto “Tieni ragione”.
Cioè succede che io sia stata dalle 18 di giorno 15, alle 10 di giorno
17 senza linea a causa del “sistema”.
Cornuta e mazziata. Naturalmente non posso neanche recedere dal
contratto perché vogliono tutte le bollette che ancora mi restano da
pagare (un anno  e mezzo circa) più un forfettario di 240 euro.
Sì, vabbè. Ciao.
Ps ad ora, 15.56 ancora non ho linea on line. “Ci vorranno dalle 24
alle 48 ore, stia tranquilla”
Ps del Ps alle 12.03 del 18 ancora non ho linea on line
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