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Tra i calabresi e i carioca di Rio de Janeiro

Calabria

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INIZIAMO questo dialogo con le Comunità Calabresi all’estero dal Brasile e, precisamente, da Rio de Janeiro.
La ragione di tale scelta è legata non tanto al suo carnevale, che l’ha resa celebre in tutto il mondo, o alla gigantesca statua del Cristo Redentore che dal Corcovado domina la città, ma perché dal 23 al 28 luglio 2013 vi si svolgerà la 28a Giornata mondiale della gioventù, un’eccezionale occasione per far incontrare i nostri giovani con i coetanei “Carioca”, figli degli emigrati calabresi.
La devozione verso San Francesco di Paola, in terra brasiliana, ha origini abbastanza remote. Fu introdotta dai Portoghesi. Il 5 gennaio 1759 fu posta la prima pietra di una splendida chiesa nel centro storico di Rio, assurta per alcuni anni a chiesa reale, allorché la corte lusitana si trasferì in Brasile (1808).
I primi Minimi sono giunti a Rio, allora capitale del paese, il 16 novembre 1955. Del gruppo faceva parte P. Luigi Allevato, originario di Fuscaldo (CS). Pur insediandosi alla Barra de Tijuca, estrema periferia della metropoli, a due passi dalla popolosa favela di Rocinha, ben presto, i religiosi, potendo contare sull’appoggio della comunità calabrese, hanno dato inizio alla festa in onore del Santo che, per rimarcare il profondo legame con la Calabria, si tiene agli inizi di maggio così come avviene a Paola.
Col passare degli anni, grazie anche al generoso sostegno di tanti intraprendenti calabresi, come il fuscaldese Antonio Iannuzzi, al quale è stata dedicata una strada per aver costruito mezza Rio, o il paolano Pasquale Mauro che, partendo dal nulla, è riuscito a realizzare un impero economico, la festa è andata sempre più consolidandosi e ormai rappresenta un appuntamento fisso non solo per le famiglie che vivono nella “Città Meravigliosa”, ma anche per quelle che abitano negli stati limitrofi di San Paolo, Minas Gerais e Espírito Santo.
Recentemente, sotto la guida dell’attuale parroco, P. Costantino Mandarino, nativo di Rende (CS), la festa si è notevolmente arricchita della presenza dei Brasiliani, ormai in maggioranza, ed è riportata nel calendario turistico di Rio de Janeiro.
Cerimonie religiose, processione, luminarie, banda, bancarelle dove si possono degustare cibi casarecci, danze folkloristiche, fuochi d’artificio fanno da cornice a queste intense giornate, ma è soprattutto nel pomeriggio, quando la statua del Santo viene portata a spalla sulla riva dell’Oceano per la preghiera della Gente di mare che, sul volto dei presenti, insieme all’orgoglio delle proprie origini, affiorano i ricordi della fanciullezza e le emozioni provate agli inizi di questa nuova vita in terra straniera, mentre una preghiera si eleva spontanea per la salute e il benessere della propria famiglia.
Gesti semplici che, grazie a S. Francesco, oltre a rinsaldare i legami con il passato, consentono, soprattutto a quelli più avanti negli anni, di rivedersi e di scambiare una battuta in dialetto, con la speranza non remota che le nuove generazioni vogliano conoscere i luoghi d’origine della propria famiglia e mantenere vivi i rapporti con i parenti rimasti in Calabria.
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