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Il tratto della statale 106 controllato dall'autovelox

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SIMERI CRICHI (CATANZARO) – Si infiamma la polemica su un tratto della Statale 106 già tristemente noto alla cronaca locale. Questa volta però, il dibattito prescinde la sicurezza e vede protagonista quell’autovelox installato al chilometro 194+225 e più precisamente nel territorio comunale di Simeri Crichi. In sei mesi di attività, il limitatore di velocità in questione, avrebbe difatti sanzionato un vasto numero di conducenti che, probabilmente, per mancata attenzione alla segnaletica verticale posta lungo le carreggiate, avrebbero ignorato la presenza del misuratore elettronico e del conseguente limite di velocità pari a 70 km/h, ricevendo una lunga serie di sanzioni tale da divenire per molti «inconcepibile».

Tra i più a segnalare il fatto, i residenti della fascia costiera, in primis quelli dei comuni limitrofi e comunque il gran numero di automobilisti che quotidianamente percorrono il tratto in questione e per i quali, il limite, risulterebbe troppo basso in un tratto ad ampia visibilità. Della medesima idea, anche l’ex candidato consigliere al comune di Sellia Marina, Raffaele Barbieri, che attraverso un post sui social, si è voluto fare portavoce della rabbia dei propri concittadini, ricevendo una corposa risposta direttamente dal sindaco di Simeri Crichi, Pietro Mancuso.

Nella lettera, il primo cittadino, evidenzia come l’installazione dell’autovelox derivi dalla procedura di messa in sicurezza della Jonica «voluta e patrocinata – scrive Mancuso – dalla Prefettura di Catanzaro, nell’allora persona di Luisa Latella, in concertazione con Anas, Provincia ed i sindaci dei comuni della fascia interessata, nonché con la partecipazione dell’Associazione “Basta Vittime della SS 106”». A questo, aggiunge, come la collocazione dello strumento ed il limite imposto sul tratto, non rientri nelle facoltà decisionali delle amministrazioni comunali, bensì dell’ente proprietario della strada (Anas). Le delucidazioni di Mancuso non hanno comunque placato gli animi e l’agorà di Facebook si è nuovamente ritrovata ad accogliere i commenti di chi continua a ricevere multe salate «in un periodo – scrive un utente – già economicamente difficile». Secondo alcune testimonianze, alcuni utenti hanno ricevuto addirittura una decina di verbali a testa.

A dare voce alle numerose istanze, ci ha così pensato il Codacons attraverso una petizione, che ad oggi – ci viene dichiarato dal responsabile regionale, Francesco Di Lieto – avrebbe superato le oltre duecento firme. Indirizzata al comune di Simeri Crichi ed agli organi competenti, la richiesta è quella di aprire un’apposita discussione circa lo spostamento dell’autovelox «in prossimità – si legge nello specifico – del bivio di “Roccani”, teatro di numerosi sinistri anche mortali».

La perplessità avanzata da Di Lieto, difatti, si proietterebbe verso una concezione errata che guarderebbe al rilevatore come «ad uno strumento per fare cassa piuttosto che prevenzione», una considerazione a cui fa seguito quella previsione della Giunta di Simeri Crichi, con cui viene ripartito, secondo i dettami di legge, un incasso dalle sanzioni che supera il milione e quattrocentomila euro per l’anno corrente. In attesa del confronto, Mancuso si sarebbe comunque attivato nell’interlocuzione con i vertici di Anas, ricevendo però un sonoro due di picche sulla possibilità, quantomeno, di innalzare il limite di velocità. La richiesta del primo cittadino di Simeri sarebbe stata rigettata guardando al limite imposto, quale soluzione più ragionevole per via del gran numero di intersezioni presenti sul tratto stradale che porterebbero ad una riduzione altalenate della velocità.

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