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La firma con il prefetto Cucinotta e il presidente Rossi

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Tempo di lettura 3 Minuti

CATANZARO – Prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia. E’ l’obiettivo del protocollo d’intesa che il prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, e il commissario straordinario della Camera di commercio del capoluogo calabrese, Daniele Rossi, hanno sottoscritto, questa mattina. D’altronde, quella del catanzarese è una realtà complessa, come dimostrano anche le trenta interdittive antimafia emesse lo scorso anno.

Il “Protocollo d’intesa per favorire la legalità e la trasparenza dell’attività d’impresa” nella provincia, hanno spiegato Cucinotta e Rossi, «si pone l’obiettivo di rafforzare la sinergia e la collaborazione tra prefettura e Camera di commercio nell’ottica di una sempre più incisiva prevenzione e di un sempre più incisivo contrasto alle forme di illegalità nel tessuto produttivo della provincia e ai fenomeni del racket e dell’usura, prevenzione e contrasto necessari soprattutto in questa delicata e difficile fase post Covid 19, nella quale il rischio dell’infiltrazione criminale nell’economia legale è molto alto».

Nel dettaglio, la Camera di Commercio mette a disposizione della Prefettura la piattaforma “Rex” grazie alla quale è possibile accedere alla banca dati del registro delle imprese e assumere informazioni sulla vita di un’azienda, monitorando eventuali variazioni di proprietà o di organigramma societario o dinamiche economiche e finanziarie dietro cui potrebbe celarsi un tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata.

«Questo protocollo d’intesa – ha commentato Cucinotta – rappresenta uno strumento formidabile per intercettare campanelli d’allarme sull’inquinamento criminale dell’economia sana e quindi per poter intervenire per prevenirlo o bloccarlo con la successiva emanazione di un’interdittiva antimafia. È uno strumento che si accompagna poi a un potenziamento complessivo del sistema legalità che vogliamo perseguire con incontri con la Camera di Commercio, con le associazioni di categoria, i sindacati e le associazioni anti-racket affinché – ha rilevato il prefetto di Catanzaro – l’imprenditore non si senta solo davanti a possibili difficoltà economiche legate alla ripartenza e venga accompagnato e aiutato nella ripresa, senza cadere nelle mani della criminalità organizzata». 

Cucinotta ha poi evidenziato che «i settori più attenzionati sono quello della sanità, che purtroppo in questa regione ha già mostrato delle criticità, poi il settore turistico-alberghiero e il settore della ristorazione, settori rimasti chiusi per la crisi pandemica e che alla ripresa possono incontrare difficoltà ed essere allettati da facili prestiti o dalle sirene di chi può offrire disponibilità economiche per poi arrivare però – ha sostenuto il prefetto di Catanzaro – all’apprensione dell’impresa o dell’attività commerciale».

A sua volta, Rossi ha definito il protocollo «importantissimo, perché  – ha detto – diamo la possibilità alla Prefettura di entrare in un sistema di intelligence qualitativo qual è ‘Rex’. La prefettura può così fare un’analisi preventiva e di controllo sulle 45mila imprese iscritte alla Camera di commercio, anche se ovviamente lo strumento ha carattere regionale. Un protocollo importantissimo poi perché fin dall’inizio dell’emergenza Covid 19 si è posto il tema del rischio di infiltrazioni perché la criminalità ha enormi disponibilità finanziarie e vuole investirle nell’economia sana e la piattaforma ‘Rex’ – ha concluso il commissario straordinario della Camera di Commercio di Catanzaro – permette di controllare e prevenire questo inquinamento, ed è necessario tutelare le aziende sane». 

Le interdittive antimafia

Il prefetto Cucinotta ha spiegato anche che «lo scorso anno sono state emanate più di 30 interdittive antimafia, e siamo a una buona media anche quest’anno».

«Le infiltrazioni – ha spiegato Cucinotta – le valutiamo attraverso il gruppo interforze e attraverso l’ufficio antimafia che emana delle interdittive laddove verifichi che all’interno di un’azienda ci sia stata un’infiltrazione. Lo scorso anno ne sono state emanate più di 30, e siamo a una buona media anche quest’anno. Il lavoro è molto attento e puntuale, proprio per evitare che sotto l’aspetto di una società apparentemente sana si nasconda invece il vero operatore che si è infiltrato e impiega i propri capitali per i propri fini negativi, soffocando l’economia sana a favore di un’economia malata da investimenti che – ha concluso il prefetto di Catanzaro – provengono da attività criminali». 

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