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CATANZARO – L’inchiesta “Dirty Soccer” che ha sconquassato i campionati di Lega Pro, Serie D e campionato d’Eccellenza calabrese è praticamente terminata. La Procura di Catanzaro, conclusa l’attività investigativa, sta predisponendo l’avviso da notificare ai tantissimi indagati, fra giocatori, dirigenti sportivi e soggetti interessati alle scommesse illecite e al collegato giro di partite truccate.

Facendo una sintesi, sono circa cento le persone indiziate a vario titolo e una quarantina le squadre di calcio finite all’attenzione della Dda e della Squadra Mobile del capoluogo calabrese. L’inchiesta – completata la valutazione su tutti gli elementi di prova acquisiti e sulle dichiarazioni a verbale di testimoni e indagati – poteva già essere formalmente chiusa nel mese di agosto, se non fosse per l’incidente probatorio da tenersi per l’ “apertura” degli smartphone degli indiziati al fine di poter finalmente leggere la “sospetta” serie di messaggi whatsapp. Messaggi scambiati per “aggirare” eventuali intercettazioni, di cui gli inquirenti sono al corrente, pur ignorandone il contenuto. L’udienza d’incidente probatorio, che si terrà a breve, servirà appunto a rendere possibile tale operazione alla presenza di tutte le parti in causa, vale a dire pubblica accusa e avvocati difensori.

Visti i tanti accenni a tali messaggi non intercettabili – citati dagli indagati durante le conversazioni telefoniche captate, per rimandare a successive comunicazioni senza rischi di essere ascoltati registrati – c’è da attendersi che sulla griglia della procura arriverà altra carne a cuocere.

Si ricorda, che il procedimento “Dirty Soccer” è nato da una costola dell’operazione antimafia “Andromeda” che, in precedenza, aveva colpito il clan Iannazzo di Lamezia Terme. Lo scorso 19 maggio, la Dda di Catanzaro mandava in esecuzione 50 decreti di fermo. Nelle settimane a seguire, l’indagine ha avuto altri sussulti, con sviluppi che hanno allungato la lista dei sospettati. Contestualmente, la procura federale della Figc apriva l’indagine sportiva che, a fine luglio, sfociava in un elenco di deferimenti che toccavano pure la Serie B, con l’eclatante coinvolgimento del Teramo, squadra di Lega Pro, che per la prima volta nella sua storia, quest’anno, era riuscita a conquistare la serie cadetta, arrivando al primo posto nel girone di militanza. Promozione infranta dalla giustizia sportiva, che dopo il deferimento, infliggeva alla compagine abruzzese la retrocessione d’ufficio.

Le squadre calabresi toccate dall’inchiesta sono due. Anzitutto la Vigor Lamezia condannata alla retrocessione in Serie D. La seconda società è il Catanzaro, colpito di striscio dall’indagine, con la contestazione di un’omessa denuncia, rivolta al presidente del club giallorosso. In Eccellenza, però, potrebbero esserci ripercussioni su altre squadre calabresi rimaste impigliate nella seconda tranche di “Dirty Soccer”: la procura della Figc, dopo essersi occupata delle squadre più importanti, ben presto effettuerà i dovuti approfondimenti sulle segnalazioni della Dda di Catanzaro, in merito ad alcune di gare del campionato d’Eccellenza. Certi nodi prima o poi arriveranno al pettine pure per i tornei dilettantistici regionali. Si riferisce, infine, che frequente continuano a essere i contatti fra i magistrati della Dda di Catanzaro e i rappresentati della procura della Federazione Italiana Gioco Calcio, che si è riservata di integrare le accuse in base agli eventuali nuovi risvolti della vicenda giudiziaria.

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