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LAMEZIA TERME – Quattro arresti e un obbligo di dimora. Queste le risultanze di una operazione condotta dai Carabinieri delle Compagnie di Lamezia Terme e Girifalco, unitamente a personale del GOC di Vibo Valentia su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Lamezia Terme. A finire nelle maglie della giustizia sono stati Damiano Berlingieri cl. 89, Federico Bevilacqua cl. 86, Fabrizio Berlingeri cl. 88, Armando Berlingeri cl. 83 e Massimo Scicchitano cl. 75, tutti pluripregiudicati, ritenuti responsabili a vario titolo e in concorso tra loro, di rapina a mano armata e aggravata commessa a San Pietro a Maida il 14 Marzo 2016 nei confronti di un impiegato bancario che trasportava l’incasso pari a 10.000 euro prelevato poco prima da un supermercato di Maida, svariati furti di autovettura commessi in Lamezia Terme, nonché un furto in abitazione accaduto sempre in San Pietro a Maida questa volta ai danni di un’anziana vedova.

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Proprio da quest’ultimo episodio i militari, coordinati dal Procuratore f.f. di Lamezia Terme Luigi Maffia e del Sostituto Procuratore Marta Agostini, hanno ricostruito l’attività criminale del gruppo acquisendo numerosi elementi.

Gli inquirenti sono stati inoltre nelle condizioni di poter ricostruire un furto in abitazione perpetrato il 22 maggio 2016 ai danni di un’anziana vedova di San Pietro a Maida, la quale, dovendo partecipare al funerale del proprio defunto marito, aveva lasciato incustodita la propria abitazione permettendo così ai malfattori di derubarla (3.000 euro circa, oro, buoni fruttiferi della posta).

Quest’ultima fattispecie delittuosa veniva portata a compimento con successo da parte dei rei soprattutto grazie alla compiacenza di Scicchitano che avrebbe rivelato informazioni utili ai correi in ordine a date, orari, struttura dell’abitazione da svaligiare, vie di fuga. Dalle indagini sono emersi particolari che hanno rimarcato la pericolosità dei soggetti che studiavano e realizzavano i propri intenti delittuosi effettuando accurati sopralluoghi nelle zone in cui poi dovevano effettuare il colpo, si preoccupavano di operare in condizioni di totale sicurezza verificando aprioristicamente l’eventuale presenza di sistemi di videosorveglianza ovvero la presenza di forze dell’ordine studiandone attentamente i movimenti e le abitudini, studiavano gli obiettivi carpendo informazioni utili da soggetti pregiudicati del posto in cui dovevano andare ad operare, adottavano tutte le precauzioni possibili come guanti e passamontagna per evitare di essere riconosciuti).

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