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La conferenza stampa dell'operazione

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LAMEZIA TERME – Torna in discussione al Tribunale federale nazionale il processo sportivo relativo al terzo filone nazionale “Dirty soccer” le cui conclusioni indagini erano state notificate ai deferiti oltre i termini e il processo sportivo di primo grado a ottobre scorso era stato dichiarato nullo dal Tribunale federale nazionale. Contro questa decisione, la procura federale aveva fatto ricorso (così come il filone calabrese pure tornato in discussione al Tribunale federale territoriale della Figc comitato regionale Calabria (LEGGI LA NOTIZIA) ora accolto dalla Corte d’appello federale che ha annullato la prima decisione del Tribunale federale nazionale rinviando allo stesso Tribunale per un nuovo esame di merito.

NULLO PROCESSO SPORTIVO PER LE CALABRESI: LEGGI

La procura federale, a ottobre scorso, aveva chiesto pesanti squalifiche e penalizzazione di punti (13 in particolare per la Vigor Lamezia) ma il Tribunale federale nazionale aveva dichiarato “irricevibile” il deferimento nei confronti di tutti i deferiti, a parte la posizione di Massimiliano Carluccio per il quale aveva rimesso gli atti alla Procura federale per i provvedimenti di competenza. I deferimenti del procedimento relativo al terzo filone dell’inchiesta sul calcioscommesse “Dirty soccer”, era stato dichiarato irricevibile per le società: Tuttocuoio San Miniato, Martina Franca, Aurora Pro Patria, L’Aquila, Paganese, Santarcangelo Savona, Vigontina San Paolo, Pistoiese, Poggibonsi, Vigor Lamezia e 25 dirigenti.

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Il Tribunale federale nazionale aveva accolto l’eccezione dei difensori degli indagati, sostenendo che «la Procura federale, avendo comunicato loro la conclusione delle indagini in data 3 maggio 2016, in una alla concessione di giorni 45 decorrenti da detta comunicazione per essere sentiti o per presentare memorie difensive, doveva notificare il deferimento entro la data del 17 luglio 2016, cioè nei trenta giorni successivi alla scadenza dei 45 giorni che erano stati concessi (3 maggio + 45 = 17 giugno), anziché il 4 agosto successivo, come in effetti era avvenuto, con conseguente palese violazione del termine di giorni 30 previsto dalla norma, decorrente dalla scadenza dei 45 giorni di cui sopra». Per la società Vigor Lamezia la procura federale aveva chiesto 13 punti di penalizzazione da scontarsi nella corrente stagione sportiva e 40.000,00 euro di ammenda, per il presidente della Vigor Lamezia, all’epoca dei fatti, Claudio Arpaia, era stata chiesta l’inbizione di un anno e sei mesi e 30.000,00 euro di ammenda. Per Felice Bellini, “promesso” responsabile marketing della Vigor, era stata chiesta l’inibizione di un anno e dieci mesi e 45.000,00 euro di ammenda. Per Fabrizio Maglia, all’epoca dei fatti direttore sportivo della Vigor Lamezia, era stata chiesta l’inibizione di sei mesi e 10.000,00 euro di ammenda. Le partite interessate erano quelle di Lega Pro Vigor Lamezia -Casertana del 25 aprile 2015 finita 1-2, e Juve Stabia – Vigor Lamezia del 3 maggio 2015 finita 4-2. Alla fine il Tribunale federale dichiarò nullo il procedimento, ma ora la Corte d’appello ha rimesso tutto in discussione in accogliemento del ricorso della procura federale.

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